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26 febbraio 2026
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Ucraina: sui caduti i media danno i numeri
di Francesco Dall'Aglio *

Un mese fa erano 30.000 al mese, due settimane fa 35.000 al mese, ora 40.000 al mese, per cui per fine marzo saranno 50.000 al mese. E il rapporto delle perdite è 25:1, ovviamente in favore dell'Ucraina. Mi chiedo quale cretino (sono termini che non amo usare, ma non vedo quale altro possa applicarsi) possa davvero credere che in un conflitto tra due pari tecnologici una delle due parti infligga perdite superiori di 25 volte all'avversario.

Rapporti simili sarebbero concepibili solo in presenza di un gap tecnologico incolmabile, del tipo esercito coloniale contro nativi, e allora il rapporto può essere anche superiore (nella battaglia del Bloedrivier tra boeri e zulu il rapporto fu di 3000:0, ad esempio; a Omdurman tra britannici e sudanesi di 250:1, eccetera), oppure di singoli scontri o fasi di singoli scontri in cui, per un complesso di motivi, una delle due parti si è trovata completamente alla mercé dell'altra. Nella storia dei conflitti moderni non si è letteralmente mai verificato un simile rapporto di perdite per periodi prolungati, nemmeno nelle fasi iniziali dell'operazione Barbarossa o nelle fasi finali della seconda guerra mondiale, né in Europa né nel Pacifico.

Una roba del genere (ripeto: 25:1 dato come costante) significherebbe che una delle due parti ha un predominio totale di ISR (intelligence, sorveglianza, ricognizione), predominio assoluto in aviazione, artiglieria e droni, struttura avversaria di comando e controllo inesistente e totale incapacità di adattamento da parte del nemico. E se si va a leggere l'articolo, questo è esattamente ciò che viene postulato.

Si prendono numeri forniti da una singola unità ucraina per un singolo settore di fronte per un limitato periodo di tempo e, al di là del verificare se siano effettivamente numeri credibili, li si estrapola per tutto il fronte e per tutto il tempo del conflitto.

L'idea è che questo sostanzialmente non sia un conflitto tra pari, ma una guerra in cui una delle due parti, chiaramente quella ucraina, è meglio equipaggiata, meglio addestrata, tecnologicamente più avanzata e soprattutto in cui i russi utilizzano come unica tattica quella delle ‟ondate umane” perché, da vero tiranno orientale, tutto dipende da "Vladimir Putin’s disregard for the lives of his soldiers" e dal fatto che i soldati che vengono mandati all'assalto (ovviamente senza copertura) sono "inexperienced, sick or elderly troops".

Nell'articolo si parla solo ed esclusivamente di droni, rappresentandoli come la vera wunderwaffe del conflitto e dando per scontato, come al solito, che l'Ucraina ne abbia di più, di migliori, e sappia usarli meglio. Ed è interessante notare come nel nostro ecosistema mediatico non si faccia, mai, la minima menzione delle KAB russe, ovvero le bombe plananti da 500/1000/1500/2000/3000 kg che hanno effetti letali leggermente superiori a quelle di un drone.

Sui droni, e sulla loro effettiva capacità di indirizzare un conflitto (ripeto: un conflitto tra pari) sarà il caso di ragionare, e molto, in futuro. Qualcuno sta già cominciando a farlo e, sorpresa, sono proprio gli ucraini e chi combatte insieme a loro (un articolo del giugno scorso di cui non si è MAI discusso.

E ci sarebbe anche un articolo, sempre di War on the Rocks, anch'esso passato completamente sotto silenzio). E che non si parli delle KAB è ovvio, perché significherebbe affrontare un problema che indirizzerebbe la discussione verso direzioni sgradevoli: l'aviazione russa, lungi dall'essere stata debellata, vola senza problemi in prossimità della linea del fronte e l'Ucraina (ovvero noi) non ha sufficienti sistemi antiaerei per tirarla giù.

Ma certo, le KAB tirano giù i palazzi interi però non si vede nemmeno un morto, i droni FPV invece ti danno quell'effetto "one shot one kill" che ai nostri NAFO piace tanto.

Lo scopo di questa rappresentazione è chiaro. Nello specifico del conflitto in Ucraina, tirarlo quanto più a lungo possibile perché prima o poi i russi finiranno e gli ucraini vinceranno per abbandono di campo. E per quanto riguarda noi, dato che dopo la sconfitta i russi si riorganizzeranno e manderanno altri milioni di uomini all’assalto (sempre, immagino, per "Vladimir Putin’s disregard for the lives of his soldiers"), dobbiamo armarci quanto più possibile in modo da infliggere loro le stesse perdite che gli infliggono gli ucraini e vincere, anche noi, per abbandono di campo.

Sarà difficile e complesso ma alla fine l'innata (vogliamo dirlo? genetica) superiorità occidentale sui barbari avrà la meglio. Entrambe le idee, per tornare alla mia affermazione iniziale, sono cretine e qualcuno dovrebbe davvero iniziare a vergognarsi, sia di proporle che di crederci.

* Componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio


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