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17 febbraio 2026
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Silvia Salis contro Casapound
di Santina Sconza

Silvia Salis la sindaca di Genova ha incontrato a Palazzo Tursi una delegazione del movimento Genova Antifascista per valutare la chiusura della sezione cittadina di Casapound.

Pur ricordando che l’Italia è “un Paese democratico” in cui anche forze politiche contestate possono esistere legalmente, Salis ha scritto alla prefetta, Cinzia Torraco, per la convocazione urgente di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione del questore, e per valutare la permanenza della sede nel quartiere della Foce, a ridosso di piazza Alimonda.

Queste le sue parole: "La sede a Genova non è gradita. Devo tutelare la sicurezza e la vivibilità dei cittadini".

Casapound dovrebbe essere fuorilegge per la riorganizzazione del partito fascista. Loro stessi si definiscono neofascisti del nuovo millennio. La Prefetta, dovrebbe essere lei, dopo i fatti accaduti a Genova con i militanti di Casapound che hanno contestato e spintonato il presidente del municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo, a prendere provvedimenti.

No, Casapound non deve essere gradita né a Genova, né in ogni citta d'Italia.

Genova, medaglia d'oro per la Resistenza, la Liguria che ha dato i natali al Presidente partigiano Sandro Pertini, insultato nei social dai neofascisti con improperi di assassino e terrorista, e parole di odio che non metto qui per non far pubblicità ai neofascisti.

Non è così difficile chiudere i covi di Casapound: l'11 dicembre 2018, la Procura di Bari ha disposto la chiusura della sede locale del partito per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e il 12 febbraio 2026 il Tribunale di Bari ha condannato 12 dei 17 imputati per gli scontri del 2018, ritenendo che alcuni militanti avessero compiuto azioni riconducibili alla riorganizzazione del partito fascista e partecipato a un’aggressione.

Tale sentenza applica gli articoli 1 e 5 della legge Scelba, configurando il primo caso in Italia rivolto a militanti di CasaPound.

Nel corso degli anni, CasaPound si è trovata al centro di svariati episodi di violenza.

Dal 2011 a febbraio del 2016, fra militanti e simpatizzanti di CasaPound, sono stati arrestati in 20; nello stesso periodo i denunciati sono stati 359.

Numerose sono le aggressioni che gruppi, partiti e associazioni di sinistra denunciano di aver subito da esponenti di CasaPound.

Fra gli altri episodi, il fondatore e presidente dell'associazione Gianluca Iannone nel 2009 è stato condannato in primo grado a 4 anni per aggressione ai danni di un carabiniere in borghese durante una rissa il 25 aprile 2004.

In una ricerca del think tank inglese Demos, CasaPound viene definito come «uno dei più interessanti e ambigui movimenti populisti emergenti in Europa negli ultimi anni». Scrive ancora «Tuttavia, nascosto dietro questo aspetto, si cela l'ombra di un'ala dell'estremismo di destra: il gruppo enfatizza lo scontro fisico e i loro commenti su forum e siti internet sono pieni di visioni estreme sull'immigrazione, antisemitismo, identità politica e nazionalista».

In un rapporto del 13 luglio 2023, l'organizzazione anti-estremista Global Project Against Hate and Extremism ha designato CasaPound Italia come partito neonazista, anti-immigrati, anti-LGBTQ+ e anti-rom.

Nella nostra Repubblica democratica non dovrebbe esistere un movimento neofascista, la Costituzione vieta la riorganizzazione del partito fascista. Le leggi ci sono basta applicarle.


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