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Ipocrisia per attaccare i magistrati
di Aranka Korosi
Piantedosi intervistato dal Giornale: “Chi ha favorito la liberazione di un irregolare considerato pericoloso porta su di sé una corresponsabilità etica dei reati che poi dovessero essere commessi dal soggetto in questione. A Milano un criminale è stato liberato da un centro per i rimpatri grazie a un certificato che attestava un problema urologico: una ‘indisposizione’ che, una volta a piede libero, non gli ha impedito di stuprare e uccidere una povera ragazza”.
Ah certo, la colpa è sempre dei giudici. Classico.
Peccato che i giudici applichino le leggi e non le scrivano sui tovaglioli al bar. Le leggi le fa il Parlamento, cioè voi, quelli che poi fingono sorpresa quando le norme che avete votato producono effetti reali.
E mentre si pontifica sulla “corresponsabilità etica”, vale la pena ricordare Usāma al-Maṣrī Nağīm: stupratore, torturatore, assassino. Liberato dal vostro governo, rimandato a casa con tutti gli onori. Ma lì improvvisamente l’etica era in ferie.
Il resto è la solita sceneggiata: un po’ di fango sulla magistratura, due slogan e via, propaganda pronta per essere bevuta dai soliti fessi, quelli che non devono capire ma solo applaudire.
Serietà zero, ipocrisia a quintali.
 
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