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L'identità rubata
di
Rinaldo Battaglia *
Il 7 febbraio 1944 Adolf Eichmann pensò di sostituire l’allora kommandant del lager di Terezìn: il capitano delle S.S. Anton Burger (Tony per i suoi amici, come si faceva chiamare). Questi era solo un pazzo sadico, giovane (32 anni), austriaco e come il predecessore Siegfried Seidl pieno di odio verso gli ebrei e i cechi, bambini donne o vecchi che fossero, ma ora ci voleva dell’altro.
Ancora di più.
Eichmann ricorse così ad un suo braccio destro, il maggiore Karl Rahm. Era un momento troppo importante per commettere errori. Himmler era in trattativa con la Croce Rossa per definire e concordare l’ispezione ‘a sorpresa’ che avrebbe dovuto tacitare ogni curiosità e le voci ‘falsamente’ fatte girare su Terezìn.
Ma anche Anton Burger era un grande pupillo di Eichmann o una sua creazione. Lo conosceva bene, sin da quando venne cacciato ‘dall’Austria libera’ di Dolfuss per attività naziste nel 1933 e accolto, a braccia aperte, dal suo connazionale Adolf Hitler. Qui potè esprimere subito le sue doti di violenza e antisemitismo, partecipando direttamente all’Anschluss del 12 marzo ‘38 che uccise la libera Austria.
Eichmann lo volle poi nelle sue attività di spogliazione ed espropriazione delle famiglie ebree. Cominciò a Praga con 'sole' 1.400 famiglie ebree deportate tra il ‘39 ed il ‘40, poi a Brno nel ‘41 e nel ‘42 promosso per meriti acquisiti sul campo in Belgio ed Olanda.
A dire che fosse senza scrupoli sembra una banalità.
Prima del nuovo incarico a Terezìn era stato a scuola come ‘apprendista criminale’ (qualora ne avesse avuto bisogno) direttamente ad Auschwitz, per precisa richiesta di Eichmann.
A Terezìn però duro poco ma in questi 7 mesi non deluse le aspettative diaboliche del suo ‘tutor’. Burger infatti serviva in Grecia per calmare gli animi degli ebrei di Atene ma soprattutto di Rodi, Kos e Corfù. Già entro l’estate era stato promosso a SS- Hauptsturmführe in particolare dopo aver deportato oltre 3.000 ebrei in soli 3-4 mesi.
Tra questi molti italiani. Uno su tutti: Sami Modiano di allora 12 anni, assieme a tutta la sua famiglia.
Ma fu dopo la guerra che Burger manifestò bene quanto imparato dalla scuola nazifascista, ove era cresciuto.
Venne arrestato in Austria, e mentre era sotto processo nel suo paese, venne condannato a morte ‘in contumacia’ dal tribunale della Cecoslovacchia per quanto commesso anche a Terezìn. Anche l’Austria lo condannò alla pena capitale, ma - non non venne mai chiarito come - riuscì ad evadere prima dell’esecuzione.
Tutti eroi prima, tutti topi in fuga dopo, magari vestiti da semplici soldati tedeschi su un camion diretto verso la Svizzera. E col volto pallido.
Ma il peggio doveva ancora venire.
Tony Burger visse sotto falso nome nella sua città natale di Neunkirchen fino al 1951. Nuovamente arrestato, riuscì ancora a fuggire, aiutato non si sa bene da chi e non si sa bene come. Cambiò varie volte residenza e morì da uomo libero il giorno di Natale del 1991.
ll peggio sta nel fatto che solo dopo 2 anni dalla sua morte, ci si accorse chi era quella persona, conosciuta da 40 anni col nome falso di ‘Wilhelm Bauer’. E solo pochi anni fa, solo nel 2011, solo dopo 60 anni dal suo arresto a Neunkirchen, si scoprì chi fosse il vero ‘Wilhelm Bauer’ a cui Burger aveva sottratto l’identità.
Era il nome di ebreo che il Kommandant aveva ucciso personalmente a Terezìn ad inizio del 1944.
La colpa? Quell’ebreo portava gli occhiali: voleva dire che era colto, aveva studiato, era un ebreo che leggeva i libri, magari anche a Terezìn. Cosa gli servivano altrimenti gli occhiali, se lavoravi in miniera? Per questo faceva paura.
I libri hanno sempre fatto paura e tuttora fanno paura a chi è nazista o fascista.
Perchè è la conoscenza, di cosa sono il nazismo ed il fascismo, la vera unica arma che può sconfiggerli. Per questo Terezin faceva paura. Per questo Terezìn ancor oggi è volutamente sconosciuta e nascosta nei nostri media. Non trova spazio nelle tv spazzatura, tra una shop-opera e un salotto da talk- show, tra una pubblicità e l’altra. Perchè l’anestesia serve. Eccome. Anche oggi, ancora oggi.
7 febbraio 2026 - 82 anni dopo -
liberamente tratto dal mio 'Non ho visto farfalle a Terezìn' - ed. AliRibelli 2021
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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