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Senza biglietto. Anzi, con
di Clara Statello
Per una settimana siamo stati insultati dai civilizzati italici che, dall'alto del loro suprematismo, ci hanno denigrato, mentre ancora i volontari toglievano massi a mani nude dalle strade, perché lo stato non ci ha mandato adeguati soccorsi.
Oggi veniamo a sapere che a Belluno un bambino di 11 anni è stato cacciato da un autobus perché non aveva dieci euro per il biglietto.
In realtà aveva 4 biglietti da 2,50 per la corsa. Ma per via delle olimpiadi il biglietto è stato elevato a 10 euro indipendentemente dalla tratta (bello quando vedete solo la speculazione edilizia e non quella sulla vostra pelle, cari compatrioti nordici).
Così è stato mandato a casa a piedi, per 6 chilometri sotto la neve. Avrebbe potuto morire di ipotermia, se non peggio.
Grande gesto di civiltà e umanità. E non è neanche la prima volta, perché la scorsa estate una disavventura simile era accaduta al mio amico M. L. e alla sua splendida famiglia.
Cacciati pur avendo il biglietto.
Questa è diventata l'Italia: popolazioni colte da un cataclisma che vengono umiliate e rivittimizzate, bambini e famiglie cacciati dai mezzi pubblici da idioti che si sentono tre spanne e mezzo per indossare una sottospecie di uniforme che gli conferisce una certa autorità.
Mi auguro che il controllore venga licenziato e indagato.
 
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