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Iran: stampa occidentale dà i numeri
di Luca Deperi
Iran, tra l'8 e il 9 gennaio “morte in strada oltre 30mila persone”. Lo sostiene il Time
Vomitare '30.000 morti e 350.000 feriti in due giorni' è molto oltre il ridicolo, qui siamo ad un livello di propaganda e mistificazione che può solo preludere ad un intervento militare.
Considerate che radere al suolo Gaza colpendo costantemente e deliberatamente ospedali, tendopoli e qualsiasi luogo in cui si radunano le persone per due anni, affamandole, privandole di acqua, medicinali e riscaldamento ha causato ufficialmente circa 70.000 vittime che stando ad alcuni studi sarebbero il 40% in più.
Vi porto alcuni esempi storici.
Il bombardamento di Dresda, considerata la peggiore distruzione anglo-americana effettuata su una città europea portò ad una prima stima di 250.000 morti tra i civili ma un'inchiesta commissionata dal consiglio municipale di Dresda iniziata nel 2004 e terminata nel 2010 ha stabilito che le vittime furono tra le 22.700 e le 25.000.
Considerate che nei tre anni di bombardamenti effettuati dagli USA su Tokyo nel corso della seconda guerra mondiale, dal 1942 all'estate del 1945 con oltre 500 bombardieri, svoltisi con il deliberato intento di uccidere più civili possibile e quindi portati avanti con bombe incendiarie che sfruttavano le costruzioni giapponesi di legno per propagare morte, si arrivò a 200.000 vittime.
Il bombardamento della città di Coventry da parte della tedesca Luftwaffe fu il maggiore attacco nazista su infrastrutture civili inglesi, avvenne nella notte tra il 14 e il 15 novembre 1940. Parteciparono all'azione 449 bombardieri che nonostante colpirono anche ospedali e distrussero quasi 5.000 abitazioni causarono la morte di "sole" 1236 persone.
Tornando all'Iran in cui non c'è stato alcun bombardamento se non quello israelo-statunitense di giugno, le fonti ufficiali elencano in modo dettagliato la devastazione operata dai presunti rivoltosi anche con armi in dotazione alla Nato e all'esercito israeliano:
305 tra autobus e ambulanze incendiate
700 negozi, 300 abitazioni, 750 banche e 414 edifici governativi danneggiati
749 commissariati di polizia attaccati
200 scuole, 350 moschee, 2 chiese e 15 biblioteche incendiate
600 bancomat assaltati
800 auto private danneggiate
2427 gli uccisi dai presunti rivoltosi tra poliziotti, pompieri, medici, autisti e civili vari
690 tra terroristi, sabotatori e violenti gli uccisi dalle autorità locali.
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