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Gaza: epidemia come arma di sterminio
di Emma Buonvino
Nessun genocidio moderno si è mai compiuto solo con le armi.
Le armi aprono la strada.
La malattia fa il resto.
La storia è chiarissima: quando una popolazione viene confinata, affamata, privata dell’acqua e dell’igiene, le epidemie non sono un imprevisto.
Sono parte integrante del progetto di annientamento.
Nei ghetti e nei campi di sterminio:
tifo - dissenteria - tubercolosi - infezioni cutanee e setticemie.
Le autorità naziste sapevano perfettamente che:
sovraffollamento, fame cronica, assenza di igiene, avrebbero prodotto epidemie di massa.
La malattia non era una tragedia da evitare.
Era uno strumento di accelerazione della morte, silenzioso, economico, “naturale”.
Quando oggi qualcuno dice “le epidemie sono inevitabili in guerra”,
ripete la stessa giustificazione.
Durante la conquista coloniale europea:
distruzione delle risorse idriche - deportazioni forzate - fame sistemica.
Le popolazioni indigene morirono in massa per:
colera - vaiolo - dissenteria - infezioni legate alla denutrizione.
Non fu ignoranza.
Fu indifferenza pianificata: se muoiono di malattia, non serve sparare.
Campi di detenzione in Bosnia, in Ruanda, in altri contesti di pulizia etnica:
campi improvvisati - acqua contaminata - nessuna assistenza sanitaria.
Le epidemie colpirono esattamente i gruppi presi di mira.
Mai chi controllava.
La malattia seguiva sempre la linea del potere.
Gaza oggi rientra perfettamente in questo schema storico:
popolazione confinata - assedio totale - acqua distrutta - fognature bombardate - rifiuti non raccolti - fame sistemica.
E poi:
infezioni intestinali - virus - collasso immunitario - leptospirosi.
Queste non sono “malattie da guerra”.
Sono malattie da campo di concentramento.
La leptospirosi non colpisce chi ha:
acqua potabile - antibiotici - ospedali funzionanti.
Colpisce chi è volutamente lasciato nel fango biologico.
La menzogna dell’inevitabilità: dire che “le epidemie accadono” è falso.
Accadono solo dove qualcuno decide di non prevenirle.
Quando uno Stato:
controlla confini
controlla carburante
controlla acqua
controlla farmaci
e lascia proliferare epidemie,
sta usando la malattia come metodo.
La continuità storica.
Cambiano i nomi. Cambiano i secoli. Cambiano i comunicati stampa.
Il meccanismo è identico.
ieri: ghetto
oggi: enclave
ieri: tifo
oggi: leptospirosi
Chi conosce la storia non può fingere di non capire.
Le epidemie nei genocidi non sono una conseguenza.
Sono una firma.
E la firma, oggi, è leggibile.
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