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21 gennaio 2026
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Hanno ucciso Gaza e se ne spartiscono le spoglie
di Rossella Ahmad

Non è un caso che si riuniscano a Davos, tra le alpi svizzere. Paese da sempre neutrale, non perché particolarmente pacifico ma perché sede del potere bancario. Quel potere che le guerre le progetta per gli ascari, restandone indenne e, anzi, accrescendo smisuratamente le sue ricchezze ad ogni nuovo bagno di sangue.

A davos si sta formalizzando il nuovo governo globale, composto dal peggio del peggio del pattume mondiale, gente che nessuno sano di mente vorrebbe neanche come amministratore di condominio e che invece indossa i panni logori del filantropismo per aggiungere al danno la beffa.

Questa messinscena orrenda la chiamano con nomi altisonanti: una accolita di farabutti, a cui è riuscito - ancora e sempre - il giochetto con cui dagli albori della storia un pugno di uomini fotte le masse.

A Davos, spiegano i media corporativi, si istituzionalizza l'agenda 2030, o mondo che verrà. Il nuovo ordine mondiale, o nuovo secolo americano, o quarta rivoluzione industriale, chiamatelo come vi pare. L'importante è che sia chiaro dove stiamo andando.

È ristrutturazione violenta delle società tardo-capitalistiche e Restaurazione dello status quo, anzi suo drastico peggioramento con repressione e rimozione di qualsiasi granello di sabbia che inceppi il meccanismo anti-umano progettato per i popoli.

È un mondo in cui le élite porteranno avanti senza più nascondersi massicci progetti di sterminio, come dichiarato con gravità da Chris Hedges di fronte alle fosse comuni di Gaza, ormai normalizzate e digerite dai cannibali dei piani alti e dai coprofagi loro sottoposti.

Il giorno di Trump: così la stampa ha definito il pezzo di avanspettacolo in cui si è impegnato il plutocrate, convinto che il mondo sia roba sua, di cui disporre a suo piacimento.

E non ha tutti i torti, in verità. È l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto, se è a sua volta giusto il principio che da sempre informa il mio rapporto con la storia e con le vicende umane: nulla è opera del caso, gli eventi sono pianificati nel dettaglio e seguono una trama con annesse evidenti prove di corsi e ricorsi storici.

Lo conferma l'oscenità partorita a Gaza. Un Board of Peace concepito da chi l'ha distrutta ed ora partecipa a spartirsene le spoglie.

Pochi uomini e ancora meno stati resistono con difficoltà e coraggio a questo sfacelo umano e morale, a cui non abbiamo saputo e voluto mettere un freno.

Maledetti coloro che avranno fame e sete di giustizia, perché non saranno saziati.

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