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17 gennaio 2026
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Uganda: elezioni fra armi e arresti
di Franca Zanaglio

Arrivano notizie allarmanti dall'Uganda: un amico mi ha comunicato l'altro ieri il black out di Internet e la paura per le violenze già in atto nel paese, durante lo svolgimento delle elezioni. Ci sono morti e feriti.

L'Uganda è al voto ma a quanto pare sono le armi a decidere. Tanti ugandesi, soprattutto. giovani, sono andati a votare con la speranza, ma hanno incontrato dopo il voto la paura, i soldati, il potere che parla più forte della scheda elettorale.

Si parla di brogli, di minacce.

L'Uganda conosce troppo bene questa storia. Quando un leader vince lealmente non ha bisogno dell'esercito, quando viene scelto liberamente e democraticamente non teme l'opposizione. Quando un leader rispetta i diritti umani, non rinchiude il suo avversario dentro la propria casa, e il candidato dell' opposizione è stato circondato nella sua casa dai soldati.

In Uganda si sta vedendo lo stesso stile africano: un vecchio presidente corrotto usa l'esercito, la paura, la censura.

Yoweri Museveni governa l'Uganda da decenni. La gente scherza e dice che gli Ugandesi lo amano più del mango. Ma se quell'amore fosse reale, perché le armi? Perché l'arresto domiciliare dell'avversario? Perché chiudere Internet? Perché bloccare gli agenti elettorali?

Questo non è amore, è il potere che rifiuta di lasciare. Questo vecchio rifiuta di consegnare, anzi restituire, alle giovani generazioni il proprio paese. Un'intera nazione è tenuta in ostaggio da un uomo e dai suoi protettori in uniforme. Dov'è l'Unione Africana? Dove sono tutte le organizzazioni internazionali che parlano a voce alta quando fa comodo?

Se questo accadesse in un'altra parte del mondo, volerebbero dichiarazioni, sanzioni, riunioni d'emergenza. Quando invece gli africani subiscono violazioni dei diritti umani, il mondo improvvisamente perde la voce.

Bobi Wine, sii forte e coraggioso, stai parlando per molti che sono costretti al silenzio, stai parlando per chi non vuol vedersi strappare ancora una volta il futuro.


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