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17 gennaio 2026
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Non il coltello ma l'idea di usarlo
di Antonio Matteini

Non commento mai notizie di cronaca, ma stasera ho sentito al TG del ragazzo accoltellato a La Spezia.

Sentivo un po' i commenti e mi pare allucinante che la risposta sia "mettiamo una stretta alle lame". Come se il problema fosse il coltello e non chi lo brandisce per offendere.

Questo era partito da casa con un coltello da cucina per risolvere una disputa sentimentale.

Ma possibile nel 2026 che un ragazzo al quinto anno di scuola superiore pensi di gestire cosė una vicenda del genere?

Credo che quello che è successo sia, prima di tutto, una sconfitta del sistema scolastico italiano.

Perchč passi tutto: che si esce da scuola senza sapere la storia, l'italiano, l'inglese e la matematica; ma che ci si esca pensando che sia opportuno prendere a coltellate il "rivale in amore" no. Questo non è proprio accettabile.

E non vengano fuori discorsi sull'etnia dei coinvolti: erano studenti di una scuola italiana e a essa spetta il compito di istruire chi cresce e vive qui.

E discorsi allucinanti su come ragazzini e adolescenti concepiscono i rapporti umani, li ho sentiti fare ai giardini a Grassina, non importa finire nelle periferie pių degradate d'Italia per trovare gente che avrebbe un gran bisogno di frequentare lezioni di educazione affettiva o come vogliamo chiamarla.

Non c'è da far sparire i coltelli dall'Italia, ma l'idea che servano per decidere una ragazzina se sta con uno o con un altro.


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