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Meloni attacca i Magistrati per nascondere i propri fallimenti
di Alessandro Balducci *
Le gravissime dichiarazioni della presidente del Consiglio (che ha prestato giuramento sulla Carta Costituzionale – o così almeno si spera) meritano qualche considerazione.
Meloni ha dichiarato, citando alcuni degli ultimi fatti di cronaca, che “spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento”. Sono dichiarazioni gravi anche perché denotano una mancanza di cultura giuridica e costituzionale che, ormai l'abbiamo capito, non fa parte della dotazione culturale e politica di buona parte degli esponenti di governo, soprattutto di coloro che provengono dall'ex Msi (che di Costituzionale aveva ben poco, ndr...).
Inoltre sembrano fatte apposta per coprire il sostanziale fallimento del governo attuale nella gestione della sicurezza pubblica e del contrasto alla criminalità: se si è incapaci di affrontare il problema, meglio addebitare le colpe a qualcun altro... e questo qualcun altro è l'odiata Magistratura.
Ricordiamo che le Forze dell'ordine hanno dei compiti, mentre la Magistratura ne ha altri. I magistrati in particolare devono applicare la legge vigente, la Costituzione e la legislazione europea. E se il quadro probatorio è incerto e/o la colpevolezza dell'imputato non viene accertata al di là di ogni ragionevole dubbio, il Magistrato assolve l'imputato.
La legge italiana inoltre prevede ben 3 gradi di giudizio prima di arrivare a sentenza definitiva e, per questo motivo, possiamo dire che il diritto alla Difesa è, per fortuna, abbastanza consolidato nella cultura giuridica.
A completare il quadro sommariamente descritto sopra, vanno aggiunti i molteplici provvedimenti che, quasi sempre, vengono prodotti dal Parlamento (controllato in modo ferreo e, lasciatemi dire, anomalo, dal governo) allo scopo di rafforzare ulteriormente il diritto alla difesa.
Uno degli ultimi provvedimenti del governo Meloni è quello che impone al Gip di avvisare l'indagato che deve rendere interrogatorio, almeno 5 giorni prima della data prefissata per la comparizione. “L’invito deve essere corredato da una serie di informazioni e avvisi, soprattutto volti a rendere edotto l’indagato dell’addebito a suo carico e delle facoltà che può esercitare. In questa ottica, assume particolare rilievo l’anticipazione del deposito degli atti che sostengono l’iniziativa cautelare: nella cancelleria del giudice che procede devono essere disponibili la richiesta del pubblico ministero e gli atti che la accompagnano, dei quali è consentito alla difesa dell’indagato estrarre copia.”
Una misura che sì, rafforza il diritto alla difesa, ma dall'altro permette all'indagato o di adottare le sue “contromisure” - per esempio provare ad intimidire i testimoni che lo accusano – oppure di … scappare. Il Gip non ha altra scelta che applicare la Procedura riformata dal Parlamento su proposta del governo Meloni. Anche se questo significa “vanificare” il lavoro fatto della Forze dell'ordine.
C'è un altro aspetto che rende incredibili se non fuori dal mondo le dichiarazioni della Meloni. Il suo governo ha appena approvato una nefasta riforma della Costituzione allo scopo dichiarato di separare le carriere tra giudici e Pubblici ministeri (ma nei fatti lo scopo è controllare politicamente i magistrati) proprio perché a detta dei proponenti la magistratura giudicante è “troppo appiattita” sulla linea dei Pm.
Allora qui bisogna prendere una decisione: o ha ragione Meloni a dire in conferenza stampa che magistrati vanificano il lavoro delle Forze dell'ordine ma in questo caso equivale a dire che i magistrati giudicanti non danno praticamente mai ragione ai Pubblici ministeri vanificando così il lavoro dei Pm e della Polizia giudiziaria; oppure ha ragione … Meloni a sostenere la separazione delle carriere perché capita che troppo spesso i magistrati giudicanti accolgono le tesi della pubblica accusa (o sono appiattiti sui Pm).
Insomma: delle due l'una, tertium non datur.
Nel dubbio, e in attesa che ci arrivi una risposta, è meglio votare NO alla proposta di riforma costituzionale Meloni-Nordio-Gelli-P2. Perché da persone che non hanno cultura giuridica, Costituzionale o semplicemente prive di buon senso, le cose che arrivano saranno senz'altro fatte male.
E la legge di schiforma costituzionale è una di queste.
* Coordinatore Commissione Cittadinanza e Costituzione dell'Osservatorio
 
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