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Radici
di
Santina Sconza
Se sei di Fratelli d'Italia, puoi fare quello che vuoi ed esprimerti come vuoi, senza decenza e senza vergogna.
La Meloni attacca sempre gli avversari, la sua accusa: portatori di odio, ma dimentica che l'odio è nel DNA del suo partito che affonda le radici nella fiamma del MSI.
Le loro radici sono quelle, la seconda carica dello Stato Ignazio La Russa elogiando Almirante e i missini:
“Non chiesero neanche per un attimo di tornare indietro, non tentarono di sovvertire con la forza ciò che per altro sarebbe stato impossibile sovvertire, accettarono il sistema democratico e fondarono un partito”.
La Russa ha poi definito la fiamma “un simbolo di continuità, continuità col fascismo e anche un simbolo di amore, di resilienza”.
Ha ragione La Russa, lui conosceva bene il MSI e Almirante, si quello che si nascose per anni durante la Resistenza per non farsi catturare, essendo stato funzionario del regime fascista durante la Repubblica Sociale Italiana per la quale ricoprì la carica di capo di gabinetto al Ministero della Cultura Popolare, ed esponente di spicco della Prima Repubblica e dal 1938 al 1942 fu segretario del comitato di redazione della rivista antisemita e razzista La difesa della razza.
Almirante non ebbe un processo, fu salvato proprio dal comunista Togliatti che volle la riconciliazione, fu grazie a lui che poté fondare il MSI mantenendo la carica di deputato dal 1948 alla sua morte, mentre in Germania i collaboratori di Hitler furono processati e condannati.
Ed oggi questi signori che hanno incarichi in questo governo si permettono di scrivere nei social questi commenti.
Isacco Cantini segretario di Fratelli d'Italia di Empoli, sulla sua pagina Facebook dopo la manifestazione contro l'attacco degli USA al Venezuela, scrive queste parole
"I soliti comunisti di sta cippa, prima o poi vi stermineremo tutti anche in Italia".
Il vicedirettore Rai Sport, Riccardo Pescante, che nei scorsi giorni ha celebrato sui social l'anniversario della nascita del Movimento Sociale italiano.
Per l'occasione il dirigente ha pubblicato l'immagine della fiamma, simbolo del partito d'ispirazione neofascista, con tanto di descrizione: "26 dicembre 1946. Le radici profonde non gelano".
Per il rapimento del Presidente del Venezuela compare un meme che raffigura Donald Trump con la scritta ‘dopo Nicolás Maduro adesso tocca a Maurizio Landini', con l'aggiunta ironica: ‘Peccato che sia solo un meme'.
Tra i precedenti anche una foto in un cui Pescante si era immortalato con alle spalle l'obelisco dedicato a Mussolini, pubblicata proprio in occasione della festa della Liberazione, il 25 aprile prima che avesse l'incarico.
Desidero scrivere a questi signori nostalgici di un tempo che fu che vogliono sterminare i comunisti che in Italia in questi anni di democrazia avete fatto di peggio.
Avete fatto tutte le stragi, avete messo le bombe, avete ucciso dei cittadini, vi siete alleati con i servizi segreti deviati, con Gelli e con i mafiosi per destabilizzare la Repubblica democratica.
No Ignazio La Russa, Almirante e i suoi accoliti fra cui c'era lei, non avete accettato mai la Repubblica democratica, il golpe borghese fu un tentato colpo di Stato avvenuto in Italia durante la notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970 e organizzato da Junio Valerio Borghese, fondatore del Fronte Nazionale, in collaborazione con Avanguardia Nazionale.
E c'era di sicuro lo zampino di Almirante e del MSI e cosa strana il golpe fu annullato dallo stesso Borghese mentre era in corso di esecuzione per motivi mai chiariti.
E lei Ignazio La Russa si dovrebbe ricordare, che i giovani camerati venivano allenati in un campo paramilitare sull'Etna, ricorda?
Dovrebbe ricordare perché la Memoria non si cancella, capita che a volte sia coperta da una nebbia, ma quella nebbia dura poco.
Il partigiano Vittorio Foa al fascista Giorgio Pisanò:
"Se aveste vinto voi io sarei morto in galera, ma dal momento che abbiamo vinto noi tu puoi essere senatore".
La differenza fra la resistenza e voi è che noi vi abbiamo dato la libertà e voi la togliete ogni giorno con decreti, calpestando la Costituzione per trasformare la Repubblica democratica in oligarchia.
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