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Poco innocenti evasioni
di Raffaele Florio
Sentire una politica vibonese che, con aria di superiorità, liquida la proposta di Tridico sul reddito di cittadinanza in Calabria come fosse una barzelletta, fa sorridere amaro.
Perché a deridere i poveracci che non arrivano a fine mese siete sempre velocissimi, ma quando si tratta di intascare stipendi e benefit non vi fate certo pregare.
Ricordiamo: il vostro presidente Lupi, appena il 28 novembre 2024, ha chiesto e ottenuto un aumento milionario di stipendio per i deputati. Risultato? Oggi incassa 16mila euro al mese.
E voi, a Vibo, vi accontentate: oltre allo stipendio da assessore, vi portate a casa anche 1.300 euro di gettone di presenza. Un’arte, quella del doppio incasso, che chiamare “cresta” è poco.
Il dramma è che poi vi presentate come i paladini della legalità europea: “Attenzione, se i fondi venissero spesi male andrebbero restituiti, la Regione finirebbe in dissesto”.
Ma davvero? Perché non vi indignate con la stessa veemenza per quel 40% di famiglie vibonesi che non paga le tasse? Almeno un 10% non ce la fa, ed è comprensibile. Ma l’altro 30% sono evasori patentati che potrebbero pagare e non lo fanno. Perché? Perché portano voti.
Quindi prima di indignarsi per un progetto di sostegno a chi è povero per davvero, guardatevi allo specchio. Perché a furia di fare la morale ai disoccupati e gli sconti agli evasori, rischiate di trasformare Vibo in Montecarlo: tutti ricchi sulla carta, nessuno che paga le tasse.
Con una differenza: a Montecarlo non c’è bisogno del reddito di cittadinanza, a Vibo invece non c’è neanche bisogno di avvocati moralisti.
 
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