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Meloni cita Paolo Borsellino ma razzola male
di
Lina Iaquinto
I curricula di Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho sono davvero incompatibili con quello della signora Colosimo che la Meloni ha voluto a capo della commissione antimafia. Un paradosso come i tanti che caratterizzano il governo di Meloni.
Scarpinato e Cafiero de Raho, M5s, hanno dedicato la loro vita alla lotta alla mafia, Colosimo ha sinceri rapporti di amicizia con un condannato definitivo per la strage alla stazione di Bologna.
Due mondi contrapposti che non possono coesistere, secondo Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia, nella stessa commissione parlamentare, ormai ridotta a pura espressione propagandistica di una maggioranza che, a favore di telecamera, si sciacqua la bocca di antimafia, con una presidente del consiglio che riferisce alla morte di Borsellino il desiderio di fare politica, ma che stranamente ignora il pensiero di Paolo Borsellino.
Ad esempio, lui, Borsellino, affermava che i partiti politici dovevano cacciare gli aderenti, specie quelli eletti a cariche istituzionali, anche solo se sospettati di ombre malavitose o comportamenti di corruzione.
Oggi cosa direbbe a Meloni che nel partito e nel governo ha figure di rilievo con avvisi e/o condanne sul groppone?
 
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