 |
Nelson Mandela era definito terrorista
di Soumaila Diawara
5 agosto 1962, Nelson Mandela, coraggioso attivista sudafricano contro l’apartheid, fu arrestato con l’accusa di aver lasciato il Paese senza un passaporto valido e di aver incitato i lavoratori allo sciopero.
Quel giorno segnò l’inizio di un lungo calvario: 27 anni di prigionia. Anni in cui fu privato della libertà, ma mai della dignità.
Mandela non fu liberato fino al 1990. Ventisette anni durante i quali il suo spirito non si piegò. Anzi, si rafforzò, trasformandolo in un simbolo universale di resistenza, speranza e lotta per la giustizia.
Il suo arresto fu un tentativo di zittire una voce scomoda. Ma quella voce, rinchiusa tra le mura di una cella, divenne un grido potente che attraversò il mondo intero.
Eppure, nonostante la sua grandezza morale e politica, fino a due anni prima della sua morte, avvenuta nel 2013, Nelson Mandela figurava ancora nelle liste dei terroristi sorvegliati dalla CIA, dal Mossad e da altri servizi segreti occidentali.
Una vergognosa etichetta che rivela quanto a lungo l’Occidente abbia considerato “terrorista” chi lottava per la libertà.
 
Dossier
diritti
|
|