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Una pericolosa idea di giustizia
di
Antonio Greco *
Sacrificare la giustizia sull’altare del consenso elettorale è un’idea eversiva che si pone contro tutti i principi costituzionali. Eppure alcuni politici di destra la vogliono far passare come la logica predominante del sistema istituzionale.
La loro idea è chiara: solo il popolo può essere il giudice della politica e dei politici. Seguendo questa logica la magistratura deve inchinarsi difronte al Consenso elettorale anche se chi lo riceve ha operato con metodi poco ortodossi, per non dire illegali.
È nel solco di questa direttrice eversiva che un noto presidente di regione, indagato per gravi reati, presta la sua faccia alle telecamere per dire “Mi dimetto, ma mi ricandido. Saranno i calabresi a decidere il futuro della Calabria”.
Un modo ambiguo per liberarsi dal peso del potere giudiziario. “Tra qualche settimana saranno i calabresi a decidere il futuro della Calabria, non altri". Per altri intende ovviamente le inchieste giudiziarie a suo carico.
Che idea bizzarra: la Costituzione ridotta a fare da zerbino a “La qualunque” di turno.
Questi “statisti” sono decisamente allergici al principio dei pesi e contrappesi, che è il perno dell’ordine costituzionale e strumento primario di democrazia. Secondo le loro bizzarre teorie i governi devono essere liberi dai fastidiosi orpelli che i costituenti hanno pensato bene di istituire. Ed ecco che insorgono contro la giurisdizione europea rea di “rivendicare spazi che non le competono".
Secondo questi “esperti di diritto” la decisione secondo la quale “sono i giudici a dover valutare i paesi sicuri” indebolisce le politiche contro l'immigrazione illegale. In sostanza solo il governo può disporre le regole sull’emigrazione, tutti gli altri poteri sono un intralcio alla democrazia.
Roba che se Salvini ed i suoi simili facessero un esame di diritto costituzionale sarebbero bocciati senza discussioni. E nel frattempo il povero Montesquieu si starà rivoltando nella tomba!
Secondo il ministro della giustizia la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere sarà il primo passo per ripristinare il concetto a lui caro: l’esecutivo deve condizionare l’operato del PM. Ridisegnare la nostra costituzione per renderla uno strumento autoritario e non di garanzia per la democrazia è il loro obiettivo primario.
Dobbiamo fermarli iniziando a creare i comitati per il NO alla riforma costituzionale sulla giustizia!
* Componente del Comitato Tecnico-giuridico dell'Osservatorio
 
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