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Meloni al G7 con la figlia non è un esempio ma solo teatrino
di Aranka Korosi
Malan: "Ginevra al G7, una madre italiana in vetta al mondo"...
No, caro #Malan, quella non è una madre “in vetta al mondo”. È una madre in vetta all’arroganza, alla confusione tra Stato e famiglia, e all’uso sistematico della propria figlia come gadget propagandistico.
Perché in quale Paese serio un capo di governo si presenta a un vertice internazionale con la figlia al seguito come fosse un evento di famiglia?
E in quale azienda un dipendente può portarsi la prole in trasferta con vitto, alloggio e sicurezza a carico del datore di lavoro? In nessuna.
Ma nel mondo incantato della destra italiana, lo Stato è un bancomat e la sobrietà un concetto da comunisti.
E giù osanna per “l’esempio”.
Quale esempio, di grazia? Quello di trasformare una minore in una figurina da esibire davanti ai fotografi, tra presidenti e ministri, per poi stracciarsi le vesti quando qualcuno osa commentare?
La figlia come trofeo, scudo umano e spot elettorale: un mix perfetto di cinismo e ipocrisia.
La verità è che qui non si tratta di maternità, ma di spettacolarizzazione. 𝘿𝙞 𝙘𝙤𝙨𝙩𝙧𝙪𝙞𝙧𝙚 𝙪𝙣 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙪𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙚𝙣𝙪𝙩𝙞, 𝙢𝙖 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙣𝙖𝙧𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚, 𝙙𝙤𝙫𝙚 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙮𝙩𝙚𝙡𝙡𝙞𝙣𝙜, 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙡’𝙞𝙣𝙛𝙖𝙣𝙯𝙞𝙖 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙪𝙞.
E mentre il Paese arranca, i salari stagnano, i diritti evaporano e la sanità collassa, ci tocca sorbirci il teatrino familiare di Palazzo Chigi.
Ginevra al G7 non è l’orgoglio italiano: è la cartolina perfetta di un governo che non distingue più tra ciò che è pubblico e ciò che è privato. E che pretende pure gli applausi.
 
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