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26 maggio 2025
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Retaggi di cattivo odore
di Rinaldo Battaglia *

Roma, 26 maggio 1940, anno 18 dell’era fascista.

"Il nazismo in Germania è stato la metastasi di un tumore che era in Italia".
(Primo Levi)

“La teoria della razza non è una creazione del fascismo.
Al contrario: il fascismo è una creazione dell’odio razziale ed è la sua espressione politicamente organizzata.
Di conseguenza esiste un fascismo tedesco, italiano, spagnolo, anglosassone...”
(Wilhelm Reich, allievo di Sigmund Freud, medico, psichiatra e psicoanalista austriaco. Emigrò negli USA nel 1939, naturalizzato statunitense. Tratto da ‘Psicologia di massa del fascismo’’ - pubblicato a Berlino nel 1933, quando Hitler stava arrivando al potere, seguendo l’esempio di Mussolini, sua ‘musa’ ispiratrice).

La Storia non viene scritta dai vincitori e nemmeno ovviamente dai vinti: la Storia è scritta dai documenti.

E in base ai documenti – come quello datato 26 maggio 1940 - è provato che Mussolini sia stato un criminale, razzista e antisemita.

Mi chiedo quindi: come si fa a mantenere città con la ‘cittadinanza onoraria’ ancora oggi assegnata al Duce?

Come si a fa a sostenere, difendere, votare politici che dichiarano apertamente la loro fede verso Mussolini e i suoi gerarchi? O a usare slogan inaccettabili come ‘Da Giorgio a Giorgia’ dove Giorgio ovviamente è Almirante, il megafono delle leggi razziali del ’38 e della Carta di Verona del 17 novembre 1943?

O un eletto alle Europee - calato dall'alto - definirlo 'un grande statista'?

Come si fa?

Solo due anni fa ha molto fatto clamore - ma non sui media e meno ancora sui giornalisti porta-microfoni della tv - che il CAI, Club Alpino Italiano, a Biella nel corso della sua assemblea nazionale, nell'alta figura del suo Presidente nazionale Antonio Montani, abbia cancellato il nome di Benito Mussolini dall'albo dei Soci onorari.

«Oggi abbiamo scritti due nomi in un libro che è custodito nella sede centrale del CAI che in 160 anni di storia ha poco più di cento nomi iscritti. Racchiude tutti i soci onorari, si tratta veramente dei più bei nomi della storia dell’alpinismo. Al numero 49 di quell’elenco compare il nome di Benito Mussolini. Io non so perché nel 2023 il nome di Benito Mussolini sia ancora su quell’elenco, da domani non ci sarà più». Le sue parole.

Una decisione importante che si inserisce nel processo di autocritica e di assunzione di responsabilità intrapreso dal CAI medesimo. Processo che ha di recente portato alla riammissione dei soci ebrei espulsi, ingiustamente e vigliaccamente, in seguito alle leggi razziali fasciste del 1938 volute ed ordinate da Mussolini.

Retaggi di fascismo, retaggi di cattivo odore.

Io non so perché ancora nel 2025 il nome di Benito Mussolini sia ancora 'cittadino onorario' di molte nostre città.

Domande aperte a menti – si spera – aperte.

26 maggio 2025 – 85 anni dopo (forse)

* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio


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