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Peppino è vivo e lotta insieme a noi
di Daniela Larosa
Era il 9 maggio del 1978, ero una bambina ma ricordo bene quella splendida giornata di sole, non solo per il compleanno di mia mamma.
Le temperature già elevate, sembravano annunciare un'estate imminente.
Quando appresi della morte di Aldo Moro, mi trovavo a casa dei nonni paterni.
Vivevo uno di quei momenti sereni, in cui pare non debba accadere nulla di terribile.
Le immagini del ritrovamento del suo cadavere mi turbarono e mi rattristaromo molto.
Lo stesso giorno a Cinisi, moriva Peppino Impastato, aveva trent'anni. Il corpo smembrato dall'esplosione di una carica di tritolo, collocata sotto il suo corpo, trovato sui binari della ferrovia.
Ricordo le parole di mio padre, che evidentemente non credeva al suicidio.
Era stato inscenato un suicidio, chi lo uccise, quello intendeva farci credere. È storia.
Negli anni che seguirono mi documentai su Peppino.
Il discorso di Domenico Lucano di ieri a Cinisi, in ricordo di Peppino Impastato, mi ha fatto rivivere quei momenti.
Avrei voluto conoscere Peppino, abbracciarlo forte e manifestargli tutta la mia ammirazione, la mia stima.
Sicuramente "Peppino è vivo e lotta insieme a noi."
 
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