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Ferdinando, il catanese vittima dei nazifascisti
di
Santina Sconza *
Noi non dimentichiamo l'eccidio delle Fosse Ardeatine.
Il 24 marzo 1944 furono trucidati dalle truppe tedesche 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei, o detenuti comuni.
Per ogni soldato tedesco ucciso nell'attentato partigiano di via Rasella, compiuto il giorno prima il 23 marzo dai GAP romani, cioè 33 soldati del reggimento "Bozen" appartenente alla Ordnungspolizei, 10 italiani dovevano essere uccisi, ne furono uccisi 5 in più.
Non furono solo i tedeschi gli unici autori dei rastrellamenti che prepararono il crimine ma anche i fascisti italiani 104 arresti, 81 furono attuati insieme nazisti e camerati.
Fra le vittime Ferdinando Agnini partigiano e antifascista, vittima delle Fosse Ardeatine. ( Catania 24 agosto-Roma 24 marzo 1944.)
Ferdinando nacque a Catania da una famiglia intellettuale borghese e antifascista, a Roma dopo il liceo, si iscrisse alla facoltà di medicina.
Dopo l'8 settembre 1943 entrò nella Resistenza formò l'ARSI( associazione rivoluzionaria studentesca italiana) insieme ad altri studenti Gianni Corbi, Nicola Rainelli e Orlando Orlandi Posti.
Nel gennaio 1944 Agnini insieme ad altri studenti organizzò degli scioperi all'Università contro il regime, il quale aveva emanato l'ordinanza di ammettere agli esami solo chi aderiva alla leva della Repubblica di Salò.
Due traditori neofascisti Armando Testorio e Franco Sabelli, entrambi ragazzi, si erano arruolati nelle SS dopo l'8 settembre, e dopo la liberazione di Roma erano rimasti dietro le linee per svolgere attività di spionaggio in favore dei tedeschi.
Furono loro a denunciare Ferdinando Agnini alla polizia per la sua attività antifascista all'interno dell'università.
Il 24 febbraio 1944 il partigiano Agnini viene arrestato, imprigionato nel carcere di via Tasso e torturato.
Il 24 marzo 1944 appena diciannovenne fu giustiziato alle Fosse Ardeatine.
Spesso ci si dimentica che molti siciliani furono partigiani, diedero la loro vita, al nord lì dove l'8 settembre scapparono dall'esercito fascista, per arruolarsi nella Resistenza, molti furono fatti prigionieri e condotti nei lager tedeschi, pochi furono quelli che ritornarono in Sicilia.
* già presidente ANPI Catania
 
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