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19 febbraio 2025
tutti gli speciali

RAI dà spazio solo ai guerrafondai
di Renato De Vecchis

Mentre finalmente uno spiraglio di luce sembra aprirsi nel faticoso cammino verso la pace in Ucraina, la RAI fornisce un megafono grande come una casa al professore di relazioni (belliche, ironizzo) internazionali Vittorio Emanuele Parsi.

La sostanza del suo intervento stamattina alle 11 sul canale radiofonico nazionale (GR1) è che la trattativa in corso tra USA e Russia sia un esempio di perfido cinismo che abbandona al suo destino il popolo ucraino, ora più che mai bisognoso di sostegno armato. Quanto alla Ue sarebbe un cadavere che spetta ai politici come Draghi e ai politologi come lui tentare di imbalsamare prima che addivenga ad uno stato di completa e irrimediabile putrefazione.

E' scandalosa la facilità con cui viene concesso il pulpito della RAI ad una personalità apertamente schierata col partito della guerra a oltranza come Parsi. Invece non sono accordati spazi altrettanto ampi di libertà espressiva a personalità note per avere abbracciato la causa della pace e del disgelo delle relazioni tra USA e Russia.

Il Parsi non ha ancora capito che la pace, quando nulla di buono si è potuto fare nel corso di tre anni (2022- 2025), si realizza anche intimando a Zelensky e soci di deporre le armi e di uscire dal bunker con la bandiera bianca.

Dirò di più: la pace potrebbe essere realizzata prima, se la RAI, invece che inclinare dalla parte dei fomentatori di odio come Parsi e come Draghi, concedesse parità di occasioni di intervista e di dibattito alle personalità schierate con la linea realistica e responsabile della nuova leadership statunitense.

I veri imperialisti atlantici, corifei del partito della guerra, dei quali mi vergogno, stanno in Europa e non negli USA. E io mi attendo che vengano sbugiardati e sfiduciati clamorosamente, come già è accaduto a Macron.

Dunque, il Prof Parsi ,una volta constatato il tracollo elettorale di Scholz e la sottesa sconfessione delle politiche di bellicismo muscolare della von der Leyen, dovrà spiegarci con quali umanoidi fossili del Jurassic Park bellicista europeo intende costruire il suo progetto di appoggio bellico, estenuato fino all'ultimo sangue, alla causa del satrapo ucraino screditato e inviso ai suoi stessi concittadini.

Gli ucraini sono stanchi e logorati da una guerra micidiale e rovinosa: quanto tempo vogliamo che duri ancora, per appagare la brama del Prof. Parsi di vedere una Ucraina non umiliata al tavolo delle trattative? Ma una umiliazione di Zelensky non sarebbe preferibile all'attuale umiliante nebbia del senso critico che ci spinge a foraggiare un tiranno complice degli appetiti imperialisti della cricca neocon?

Soprattutto considerato il trattamento riservato da Kiev al Donbass dal 2014, potrebbe essere accettabile che la Russia si annettesse i territori russofoni dell'Ucraina orientale e se ottenesse la ratifica della sua giurisdizione sulla penisola di Crimea, che è russa per cultura e per radici etniche e storiche da almeno 300 anni.

Al prof Parsi preme umiliare Putin e la nazione russa, mentre è speciosa e ingannevole la tesi che prolungando alle calende greche il conflitto si preservi la dignità e/o la prosperità del popolo ucraino.

Di certo, l'epilogo che si prepara (vittoria di Putin su tutta la linea) non giova all'immagine e al prestigio delle leadership e delle élites tecnocratiche e intellettuali che in Europa hanno fortemente voluto e alimentato, con crudele perfidia, questa guerra per procura contro la Russia.

Ma agli italiani - privati di un welfare valido a vantaggio delle armi all'Ucraina - non interessa molto se Draghi e Parsi hanno fatto una brutta figura.


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