 |
La dittatura militare in Argentina e i desaparecidos
di
Demetrio Delfino *
Tra i decreti che vennero emanati in quel periodo, ci fu anche quello sulla educazione religiosa che, di fatto, non fece altro che affermare, comunque, la prevalenza della legge nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche: l’intento di Peron e del suo movimento era chiaro, limitando i poteri della Chiesa, il peronismo non stava facendo altro che affiancarsi, pericolosamente, allo statalismo.
Tali leggi, insieme alla successiva soppressione della educazione religiosa nelle scuole e agli intenti di Peron di emanare una legge sul divorzio e di legalizzare la prostituzione, provocò una vera e propria rottura con la Chiesa tanto è vero che, anche a motivo di una serie di accadimenti politici successivi, Peron venne scomunicato da papa Pio XII.
Ciò malgrado, Peron, ricandidatosi per una seconda volta alle elezioni presidenziali, le vinse.
Ne seguì un periodo particolarmente buio per l’Argentina anche perché lo stato sud-americano venne escluso dalle agevolazioni del piano Marshall cosa, questa, che provocò da un lato un avvicinamento all’Unione Sovietica e, dall’altro, il collasso dell’economia.
Non solo, oltre alle gravi conseguenze sull’economia del Paese, si aggiunsero sia i forti attriti con la Chiesa cattolica nonché, cosa di certo da non sottovalutare, la morte della moglie di Peron, Evita, la quale aveva sempre avuto un ruolo primario nella gestione del potere politico, quanto meno indirettamente, in Argentina.
In questi anni, l’Argentina divenne teatro di aspri scontri politici e di tentati colpi di Stato tanto è vero che Peròn dovette recarsi in esilio in Paraguay.
Né segui la dittatura del generale Eduardo Lonardi1 il quale soffocò la popolazione argentina negando i primari diritti civili. In particolare venne reintrodotta la pena capitale anche per i civili e fù riaperto il carcere di Ushaia per i detenuti politici.
Successivamente al governo del generale Lonardi, ci furono vari tentativi di colpi di stato, diverse crisi economiche e frequenti cambi di governo ormai, l’Argentina, non riusciva più a trovare alcun tipo di stabilità malgrado, il partito giustizialista di Peron, fosse ancora “presente”.
La politica di Peron, comunque, aveva garantito una certa stabilità al popolo argentino e, anche per questo, nelle elezioni del 1962 , il partito giustizialista vinse in diverse province.
Ciò malgrado, le forze di opposizione, appoggiate da importanti frange di militari, causarono l’ennesimo golpe.
Ad ogni buon conto, gran parte della popolazione argentina era ancora sostenitrice del peronismo cosa, quest’ultima, che risultò insufficiente a risollevare le sorti di un popolo ormai allo stremo a motivo dei continui cambi di governo e di una economia che non riusciva a decollare.
Peron, dall’esilio, continuava a sostenere il suo rappresentante politico in patria indicato nella persona di Jorge Ricardo Masetti nonché, a mantenere i contatti con frange rivoluzionarie estreme.
E’ nota la sua amicizia con Che Guevara malgrado non condividesse i metodi che lo stesso portava avanti.
E’ curioso riportare un episodio che la Storia ci ha lasciato e che ci descrive una sorta di presagio per quanto concerne la morte di Che Guevara. In occasione del loro ultimo incontro, avvenuto nel 1967, Peron cercò di impedire al rivoluzionario argentino di compire una spedizione in Bolivia che aveva programmato dicendogli quanto segue: ….non sopravviverai in Bolivia. Sospendi questo piano. Cerca delle alternative. Non suicidarti….
In tale occasione Che Guevara trovò la morte.
Peraltro, come spesso accade, le idee cambiarono e Peron, dall’esilio franchista, decise di abbandonare i propri ideali populisti tanto caldeggiati da una Evita Peron che, a cagione della propria morte, non poteva di certo rappresentare quel concreto sostegno che, per tanti anni, fornì al proprio coniuge.
Peron, decise quindi di avvicinarsi alle idee della destra malgrado ritenne di non prendere alcuna posizione su quanto stava accadendo all’interno di quel conflitto che, certamente non a torto, venne chiamato “guerra fredda”.
Ed ecco che, grazie alle idee che il Colonello argentino aveva propagandato per anni e grazie, anche, al sostegno di chi non l’aveva mai abbandonato, ai primi anni settanta Peron, pensò che i tempi erano maturi per poter tornare al potere; rientrò quindi in Argentina in occasione della dittatura militare del generale Lanusse3in quell’occasione, incontrò anche i leader dei radicali per cercare di compattare le forze politiche che lo sostenevano ma ormai, il Peronismo aveva fatto il suo tempo e, di fatto, la candidatura di Peron venne considerata non attuabile. A seguito di nuove elezioni il popolo argentino votò il rappresentante del partito peronista di sinistra Càmpora il quale ottenne il 49,5% dei voti.
Successivamente, a seguito delle dimissioni di Campora, Peron, mai domo, si staccò dai sostenitori di sinistra avvicinandosi sempre di più alla destra e, presentandosi alle elezioni del Settembre 1973, riuscì a vincerle con un consenso del 62%.
Peraltro, come già detto, i tempi erano ormai cambiati e l’opposizione di sinistra non tardò a farsi sentire con vere e proprie guerriglie che minavano, sempre più, il nuovo governo di Peron: fu una vera e propria guerra.
Si stabilizzò un governo di centro destra con alcune figure di spicco tra cui il potente massone Josè Lòpez Rega, considerato uomo molto vicino al faccendiere italiano Licio Gelli ma ormai, il destino dell’anziano Peron era segnato, di fatto, non riusciva più a rappresentare un valido modello politico e il popolo argentino era ormai in balia di una unica emozione che si identificava, purtroppo, nella contestazione e nella rivolta.
Peron, poco tempo dopo, a motivo di una broncopatia e di un infarto (da tempo soffriva di problemi di salute), morì il primo Luglio 1974 nella Villa Quinta de Olivos nel circondario di Buenos Aires.
Certamente i descritti fatti, al cui centro dobbiamo collocare la figura di Peron, sono davvero determinanti per comprendere la storia dell’Argentina, così come certamente non si può trascurare di dire, per quanto ci riguarda, la determinazione con cui, lo stesso Peron abbia cercato di portare avanti le proprie idee che, sotto certi profili, possono considerarsi innovative in un contesto storico-politico molto complesso che potremmo definire come “ la vera causa efficiente “ dei tristi fatti che in seguito sarebbero accaduti.
Continua domani
* Componente del Comitato Tecnico-Giuridico dell'Osservatorio
 
Dossier
diritti
|
|