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Francia: Macron e popolo, scontro frontale
di
Roberto Rizzardi
Macron, per interposta M.me Elisabeth Borne, ha imposto una riforma delle pensioni che ha causato sollevazioni in tutta la Francia, che però finora non hanno minimamente influito sulla promulgazione di quel provvedimento.
La Repubblica Francese, come noto, è organizzata su un modello istituzionale di tipo semipresidenziale, detto "alla francese" appunto, in cui il potere esecutivo è condiviso dal presidente della Repubblica e dal primo ministro; il primo è eletto direttamente dal popolo e nomina il secondo sulla base del risultato elettorale. Il presidente viene eletto a suffragio universale diretto a doppio turno.
Macron, come i suoi predecessori, presiede le riunioni del gabinetto ministeriale, è comandante delle Forze armate ed è il principale responsabile della politica estera.
E' suo privilegio indire referendum su questioni politiche nazionali e sciogliere l'Assemblea nazionale.
In casi di estrema emergenza, può assumere poteri speciali.
Una cosa che in Francia si può fare e in Italia no, se non nella forma di decreto, la cui validità e limitata temporalmente e necessita per la conferma stabile di un passaggio parlamentare, è di rendere stabilmente operativa una legge senza che questa venga votata dal Parlamento mediante l'attivazione dell'art. 49.3, detto "engagement de responsabilité", contenuto nella Costituzione francese del 1958..
E' ciò che l'esecutivo francese ha fatto con la contestata riforma delle pensioni e, prima, anche con l'altrettanto discussa legge sul lavoro, passata e tuttora in vigore nonostante moti di piazza assai vivaci.
Le opposizioni hanno immediatamente posto due differenti mozioni di censura, che non sono passate come sappiamo, anche se una delle due ha mancato il successo per soli 9 voti, mancando quindi la possibilità di respingere il testo della riforma.
Le proteste continuano, ma sia Macron che la Borne non hanno intensione di deflettere. Un mio caro amico, virtuale ma col quale ho diviso una gioventù d'impegno politico, commenta:
"Macron sulla questione pensioni non [può] tornare indietro. Lo scontro è frontale, difficile un compromesso. Personalmente, non riesco a immaginare come finirà, ma so che chi vince avrà una vittoria epocale e chi perde avrà una sconfitta altrettanto epocale".
Concordo completamente con lui.
 
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