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27 gennaio 2013
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Mario Francese ricordato a Palermo con un calcio alle mafie
di staff

In un campo ai limiti dell’impraticabilità, si è giocato il 26 gennaio al Velodromo Borsellino di Palermo il recupero della quarta giornata del torneo di calcio “Sport-Legalità 2012-13” in ricordo delle vittime di mafia.

Ordine dei giornalisti e Sezione Sportiva Antimafia (tra le cui fila ha esordito il francese Dylan Froger, attualmente studente universitario a Palermo talento del settore giovanile del Le Havre, formazione che milita nella serie B d’Oltralpe) hanno onorato la memoria del giornalista Mario Francese a cui l’incontro, finito col punteggio di 4 a 2 per la squadra dell’Antimafia, era dedicato.

Francese iniziava la carriera all'ANSA per passare successivamente al quotidiano "La Sicilia" di Catania. Nel 1958 veniva assunto all'ufficio stampa dell'assessorato regionale ai Lavori Pubblici. Contemporaneamente inizia a collaborare con "Il Giornale di Sicilia" di Palermo dove, dieci anni dopo, lasciato l’ufficio stampa della Regione Siciliana, iniziava a lavorare a tempo pieno occupandosi di cronaca giudiziaria. Il suo lavoro lo portava ad entrare in contatto conalcuni tra i più scottanti casi del fenomeno mafioso come la strage di Ciaculli, il processo ai corleonesi del 1969 a Bari e l'omicidio del colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo.

Nelle sue inchieste, Francese entrò profondamente nell'analisi dell'organizzazione mafiosa, delle sue spaccature, delle famiglie e dei capi, in special modo del Corleonese, dove Luciano Leggio, meglio conosciuto come Liggio (dall'errore di trascrizione di un brigadiere) e Totò Riina spadroneggiavano. Francese fu un fervente sostenitore dell'ipotesi che la morte del giornalista Cosimo Cristina, avvenuta il 5 maggio del 1960, fosse un assassinio di mafia e non un suicidio.

La sera del 26 gennaio 1979, Mario Francese venne assassinato a Palermo, davanti casa sua. Per il suo assassinio sono stati condannati: Totò Riina, Leoluca Bagarella (che sarebbe stato l'esecutore materiale del delitto), Raffaele Ganci, Francesco Madonia, Michele Greco e Bernardo Provenzano. Queste le motivazioni della condanna nella sentenza d'appello: "Il movente dell'omicidio Francese è sicuramente ricollegabile allo straordinario impegno civile con cui lavittima aveva compiuto un'approfondita ricostruzione delle più complesse e rilevanti vicende di mafia degli anni Settanta".


per approfondire...

Dossier sport e legalità

Dossier mafia e antimafia

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