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Mafia
: tentativo di intimidazione a Pino Maniaci
di
Tamara Gallera
Solidarietà
da cronisti ed associazioni antimafia a Pino Maniaci, direttore
di Telejato, al quale nella nottata fra il 4 e 5 gennaio è
stata bruciata l'auto metre è stato infranto il parabrezza
dell'automobile in uso al figlio di Maniaci, Giovanni, collaboratore
dell'emittente di Partinico.
Nell'esprimere solidarietà al collega, l'Unione nazioanle
cronisti italiani ha chiesto alle forze dell'ordine e alla
magistratura di individuare al più presto i responsabili dell'ennesima
intimidazione. Da anni, cicorda l'UNCI, "Maniaci è perseguitato
per l’ attività di libera informazione che conduce attraverso
la sua emittente. Il 12 febbraio 2008, per testimoniare la
solidarietà dell’intera a categoria a chi lavorava in condizioni
così difficili, al telegiornale condotto da Maniaci parteciparono
Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine dei giornalisti,
Franco Siddi, segretario generale della Federazione della
Stampa italiana e Guido Columba, Presidente dell’Unione Nazionale
Cronisti che consegnò a Maniaci la tessera di cronista onorario.
Successivamente il segretario dell’Ordine Nazionale ha iscritto
Maniaci come giornalista professionista".
Il presidente del Gruppo siciliano cronisti, Leone Zingales,
ha definito “inquietante la circostanza che l'intimidazione
arrivi nel giorno dell'anniversario dell'omicidio di Giuseppe
Fava, ucciso a Catania nel 1984 e a due giorni dalle manifestazioni
a ricordo del cronista Giuseppe Alfano, ucciso a Barcello
Pozzo di Gotto nel 1993. I cronisti che svolgono il proprio
lavoro con coraggio e puntualità non si fanno intimidire".
Solidarietà
a Maniaci anche dall'Osservatorio sulla legalità e
sui diritti Onlus, il cui presidente, Rita Guma, ha dichiarato:
"I giornalisti siciliani hanno dato un elevato contributo
alla lotta a mafie e malaffare. Nel solo mese di gennaio ricordiamo
il sacrificio di Giuseppe Fava, il 5, di Beppe Alfano l'8
e di Mario Francese il 26 gennaio. Ancor oggi alcuni coraggiosi
non demordono e Pino Maniaci è fra questi: fin da 1999
denuncia ogni giorno, dai microfoni di Telejato, i misfatti
della mafia e per questo ha ricevuto numerose minacce ed intimidazioni,
anche sotto forma di attentati e di un pestaggio in pieno
giorno". "E' estremamente importante - conclude
Guma - la solidarietà della società civile,
perché, come diceva Falcone, 'si muore perché
si è soli', e non dobbiamo lasciare soli coloro
che maggiormente si espongono sul fronte della lotta alle
mafie".
 
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