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marzo e non solo : Wangari Maathai , vola un Colibrì
di
Doriana Goracci*
Mi è arrivato un invito, lo condivido, anche perchè possa
essere conosciuta da più persone una donna splendida: WANGARI
MAATHAI.
Wangari
Maathai è stata la prima donna africana a vincere il Premio
Nobel per la Pace. Era nata a Ihithe il 1º aprile del 1940
ed è morta a Nairobi il 25 settembre 2011: la donna che sussurrava
ai potenti…
”Molte
persone ritengono Maathai una ambientalista, una donna che
piantava alberi. In realtà, il suo attivismo ambientalista
era parte di un approccio olistico per dare potere alle donne,
sostenendo la democrazia e proteggendo la terra. Era la principale
ambientalista e difensore dei diritti delle donne in Kenya.
Affermava che le donne hanno una connessione unica con l’ambiente
e che le violazioni dei diritti umani delle donne accentuano
il degrado ambientale.In tutta l’Africa, come in molta parte
del mondo, le donne sono responsabili della coltura dei campi,
decidendo cosa piantare, coltivando i raccolti e raccogliendo
il cibo. Sono le prime ad accorgersi dei danni ambientali
che deteriorano la produzione agricola. Se il pozzo si prosciuga,
le donne sono le più interessate a cercare nuove fonti di
acqua e sono loro che devono camminare più lontano per raccoglierla.
Come madri, le donne sono le prime a sapere quando il cibo
con cui nutrono i loro figli è inquinato da sostanze inquinanti
o impurità, perché lo vedono nelle lacrime dei loro figli
e lo sentono nelle grida dei loro bambini.
Per
questo Maathai ha fondato il Green Belt Movement. Durante
l’Earth Day 1977, ha lanciato da sola una campagna per rimboschire
il Kenya. Sperava così di bloccare l’erosione del suolo e
di fornire una fonte di legname per le case e di legna per
cucinare. Ha distribuito pianticelle alle donne rurali e ha
ideato un sistema di incentivi per ogni pianta che sopravviveva.
Ha incoraggiato i contadini, di cui il 70% donne, a piantate
delle green belts (cinture verdi) di protezione per bloccare
l’erosione del suolo, fornire ombra, ed essere una fonte di
legname e combustibile. Il Green Belt Movement ha piantato
più di 30 milioni di alberi in Africa, aiutando 900 mila donne.
È si è poi esteso in tutto il mondo, dall’Africa, agli Stati
Uniti, ad Haiti e oltre. Era un concetto semplice ed ebbe
un successo enorme…”
Grazie per chi inoltra e diffonde il suo impegno, che non
morirà mai. Vola colibrì…:
L’associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale
delle Donne e con il sostegno della Commissione delle Elette
del Comune di Roma presenta: PREMIO DONNE, PACE E AMBIENTE
WANGARI MAATHAI “La pace nel mondo dipende dalla difesa dell’ambiente”
W. Maathai 2° edizione 6 MARZO 2013 h. 18.00 c/o CASA INTERNAZIONALE
DELLE DONNE Sala Tosi Via della Lungara n° 19 ROMA 5 attiviste
italiane riceveranno i premi ACQUA, FUOCO, TERRA, ARIA E ANIMALI
Verrà consegnato inoltre il PREMIO SPECIALE “Contro ogni violenza
sulle donne” PREMIO DONNE, PACE E AMBIENTE L’associazione
A Sud, in collaborazione con la Casa Internazionale delle
Donne e con il sostegno della Commissione delle Elette del
Comune di Roma, promuove quest’anno la seconda edizione del
PREMIO DONNE, PACE E AMBIENTE WANGARI MAATHAI.
Durante
l’iniziativa che si terrà il prossimo 6 marzo, presso la sede
della Casa Internazionale delle Donne a Roma, Monica Cirinnà
– Presidente della Commissione delle Elette – consegnerà un
riconoscimento per il loro impegno civile e politico a cinque
attiviste italiane che lottano per la difesa dei diritti dei
cittadini, dei territori e degli animali. Sarà inoltre consegnato
in questa occasione il Premio Speciale “Contro ogni violenza
sulle donne”.
Nel
contesto attuale risulta sempre più urgente incrociare i temi
della pace e della solidarietà con quelli dei diritti di genere
e ambientali. Parlare di ambiente e di impatti di disastri
ambientali oggi vuol dire parlare di donne, le prime vittime
dei conflitti ambientali ma anche sempre più spesso le prime
leader di proteste in difesa dei territori e dei diritti.
Ci sono donne che possono essere considerate eroine al pari
dei grandi eroi del passato. Una di esse, a cui è dedicato
il premio, è senz’altro Wangari Muta Maathai, prima donna
africana a ricevere il Nobel per la Pace nel 2004, che dichiarò
al momento della premiazione : «Non ci può essere pace senza
sviluppo sostenibile e non ci può essere sviluppo senza uno
sfruttamento sostenibile dell’ambiente. La protezione dell’ecosistema
deve essere considerata un mezzo per garantire la pace, in
Paesi dove la scarsità delle risorse genera inevitabilmente
instabilità politiche e sociali».
Wangari
Maathai, deceduta il 25 settembre 2011 a Nairobi, Kenya, ha
lottato per più di 30 anni in difesa dell’ambiente e dei diritti
delle donne ed ha contribuito in maniera significativa alla
democratizzazione della sua nazione.A ridosso della celebrazione
dell’8 marzo, il premio ha l’obiettivo di testimoniare e dare
un riconoscimento istituzionale alle donne italiane impegnate
nelle battaglie in difesa della pace, dei diritti di genere
e dell’ambiente.
Info
e contatti: +39 345 1017232
*responsabile
della Commissione "Voci dalla Rete" dell'Osservatorio
 
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