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Piccoli
genitori non crescono... e allora diamo un calcio al razzismo
di
Doriana Goracci*
Sono
ragazzini quelli che ad Arcidosso in Toscana, sono andati
in campo per giocare a calcio, una partita Giovanile Amiata-Albinia.
C’ era un problema molto grosso per cervelli molto piccoli:
sette dei giocatori erano ragazzi stranieri, turchi, tunisini,
marocchini, albanesi. Si sono sfogati per tutto il tempo con
offensive manifestazioni di discriminazione, quelle anime
perse che l’ Ansa definisce a mio avviso scorrettamente “tifosi”.
Riporto
la squallidissima cronaca e posso solo immaginare quale futuro
attenda i loro figli: spero che si vergognino di certi siffatti
piccoli genitori che non hanno nulla da insegnare al genere
umano, tantomeno agli animali.
Giocatori stranieri? Mi sento io straniera e lontana come
non mai..… Sì, da fratello a fratello, da sorella a
sorella: diamo un calcio al razzismo.
Cori
razzisti contro ragazzini stranieri in campo Tifosi in tribuna,
probabilmente genitori, che assistono alla partita con “manifestazioni
espressive di discriminazione” ogniqualvolta tocca la palla
uno dei giocatori stranieri della squadra avversaria.
E’ accaduto ad Arcidosso, sul Monte Amiata, e i protagonisti
non sono giocatori di serie A ma ragazzini della categoria
Allievi provinciali che, come scrive oggi la Nazione, manda
in campo giocatori nati nel 1996 e 1997. La partita in questione
è Giovanile Amiata-Albinia, gara vinta da quest’ultima squadra,
come riferisce il quotidiano, per 2-1.
I piccoli calciatori della Giovanile Amiata presi di mira
sono sette ragazzi stranieri, turchi, tunisini, marocchini,
albanesi. Il giudice sportivo, dopo aver ricevuto la relazione
dell’arbitro, ha comminato all’Albinia una sanzione di 550
euro “per le offese da parte di una quindicina di persone
al direttore di gara per tutta la durata della partita e per
aver, intorno alla metà del secondo tempo e per 10 minuti
circa ogniqualvolta toccavano il pallone i giocatori stranieri
della squadra avversaria, gli stessi tifosi effettuato manifestazioni
espressive di discriminazione”.
*
responsabile della Commissione "Voci dalla Rete"
dell'Osservatorio.
 
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