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11 gennaio 2013
tutti gli speciali

Donne curde assassinate a Parigi : cose turche
di Doriana Goracci*

Una donna, Sakine Cansiz, curda, è stata uccisa con altre due, mediante un colpo di pistola alla nuca. Apprendo che era una delle fondatrici del PKK (Partito dei lavoratori curdi). Lo riferiscono fonti della polizia. I corpi sono stati ritrovati nei locali dell’Istituto curdo di Parigi, sito su Rue Lafayette, nel 10° arrondissement.

L’Ansa riporta che “l’esecuzione di tre donne curde che facevano parte del PKK a Parigi è avvenuta ”mentre il governo turco tratta direttamente con il leader curdo Abdullah Ocalan”: lo dicono fonti curde in Francia. L’esecuzione della cofondatrice del PKK Sakine Cansiz e di altre due aderenti al movimento, giunge ”nel momento in cui il governo turco avvia negoziati diretti con il leader curdo Abdullah Ocalan, in carcere dal 1999 in condizioni di totale isolamento”, si legge in un comunicato.”

A voi sembra possibile che ancora oggi si releghi in una cella, in totale isolamento, un uomo per 13 anni?

A voi sembra possibile che ancora oggi ci sia il divieto imposto dal governo di festeggiare in alcune zone della Turchia il Nawruz, giornata che celebra l’arrivo della primavera e ricorrenza sentita per varie popolazioni mediorientali tra cui i curdi che è stato infranto nel 2012 da migliaia di persone che, tra domenica e martedì, si sono radunate in alcune grandi città della Turchia e hanno deciso di sfidare i blocchi di polizia per partecipare alla cerimonia?

A voi sembra possibile che io apprenda ancora oggi da un reportage di viaggio in Turchia che è ancora vietato l’ uso della lingua curda? “…Nel fumoso salone la tv è costantemente sintonizzata su TRT6, primo canale pubblico – nato appena nel 2009 – che trasmette 24 ore su 24 in curdo, soprattutto musica. Ferat il ragazzino tutto fare della pensione mi dà la mia prima lezione di curdo. Sipas dikim/grazie, basim/ bene, roj bas/buongiorno. Dopo il colpo di stato del 1980 l’uso della lingua curda venne proibito e nel 1983 il governo militare emanò una legge – abolita nel 1991 – che proibiva “la circolazione e la pubblicazione di idee in una lingua che non fosse la prima lingua ufficiale di uno stato riconosciuto da parte della Turchia”.

In questo modo si vietavano le pubblicazioni in curdo. Ancora oggi rimane vietato utilizzare la lingua curda in Parlamento. Nell’ultimo periodo la battaglia dei curdi della Turchia si è concentrata sui diritti linguistici e lo scorso settembre i curdi hanno boicottato per una settimana le scuole del sud est del paese per rivendicare il diritto all’istruzione nella propria lingua madre. Al termine del boicottaggio il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan del partito per la Giustizia e lo Sviluppo – AKP, aveva seccamente risposto: “Nessuna istruzione nella lingua madre. La lingua ufficiale in Turchia è il turco”. Erdogan con il piglio dell’uomo pragmatico aveva inoltre sottolineato che in Turchia esiste la possibilità di tenere e seguire corsi privati di lingua curda.”

Proprio ieri un’ amica a me molto cara, curda, mi diceva che in tante zone non è ancora possibile esprimersi in questa lingua e sempre più giovani, scordano l’idioma. Non comprendono.

Noi donne crediamo nella forza della vita e non scordiamo. Purtroppo una volta ancora siamo bottino di guerra che, qualunque sia la lingua e la parafrasi per mascherarla, rimane infame.

* responsabile della Commissione "Voci dalla Rete" dell'Osservatorio.


per approfondire...

Scheda sul Kurdistan e i Curdi

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