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Internet
: Osservatorio , emendamento Fava contrario a diritto italiano
ed europeo
di
Rita Guma*
Osservatorio
sulla legalità e sui diritti Onlus evidenzia che l'emendamento
Fava (Lega) alla legge comunitaria 2011 approvato dalla Commissione
della Camera per le politiche comunitarie riguardo ad Internet
è contrario al diritto nazionale e internazionale.
Infatti esso, prevedendo la possibilità che “qualunque soggetto
interessato possa chiedere ad un fornitore di servizi Internet
di rimuovere contenuti pubblicati online e ritenuti illeciti
dal soggetto richiedente”, contravviene alla Costituzione
(art. 21) che protegge la libertà di espressione e di stampa
e alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (art 10),
in quanto il soggetto qualunque, ancorchè interessato,
non ha la competenza per stabilire se il contenuto sia illecito,
nè la ha il provider. Non a caso oggi la legge attribuisce
solo ai magistrati il potere di emettere un'ingiunzione di
sequestro di pagine Internet.
Peraltro la superiorità del diritto ad informare ed essere
informati su (eventuali) illiceità commesse è stata ribadita
decine di volte dalla Corte dei diritti dell'uomo, che ha
condannato Stati per decisioni dei loro tribunali di condannare
giornalisti che avevano pubblicato informazioni di interesse
pubblico ma ottenute illegalmente. Anche la
Corte di Giustizia europea, in una recente sentemza, afferma
che il diritto dell'UE vieta ai gestori di servizi Internet
l'imposizione sistemi di filtraggio preventivo per prevenire
la realizzazione di attività illecite.
Inoltre,
il 21 settembre 2011, il Comitato dei ministri del Consiglio
d'Europa ha adottato una dichiarazione sui principi della
governance in rete, in cui riafferma la difesa dei diritti
e delle libertà ed individua come autori delle regole di gestione
della rete - di concerto - tutti i soggetti portatori d'interessi,
dai governi alle associazioni, ai tecnici, agli utenti, stabilendo
che "Misure di gestione del traffico che hanno un impatto
sul godimento dei diritti e le libertà fondamentali, in particolare
il diritto alla libertà di espressione e di comunicare e ricevere
informazioni senza riguardo a frontiere, così come il diritto
al rispetto della vita privata, devono soddisfare i requisiti
di diritto internazionale sulla tutela della libertà di espressione
e di accesso all'informazione e il diritto al rispetto della
vita privata".
Il 29 settembre 2010, lo stesso organismo aveva riaffermato
il principio della neutralità della rete Internet, dichiarando
in particolare: "Nella misura in cui è necessario, nel contesto
sopra descritto, la gestione del traffico non dovrebbe essere
vista come un allontanamento dal principio della neutralità
della rete. Tuttavia, eccezioni a tale principio devono essere
considerate con grande circospezione e devono essere giustificate
da ragioni imperative di interesse pubblico. In questo contesto,
gli Stati membri dovrebbero prestare la dovuta attenzione
alle disposizioni di cui all'articolo 10 della Convenzione
europea dei diritti dell'uomo e relativa giurisprudenza della
Corte europea dei diritti dell'uomo".
A
giugno 2011, un rapporto del Relatore speciale dell'ONU sulla
promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione
e di espressione Frank La Rue, afferma che vi sono solo quattro
casi "eccezionali" che abilitano gli Stati a criminalizzare
i contenuti Internet in base al diritto internazionale: pedopornografia,
incitamento a commettere genocidio, incitamento alla discriminazione,
all'odio o alla violenza ed incitamento al terrorismo. Il
rapporto ONU raccomanda che gli Stati si astengano dal criminalizzare
tutte le altre forme di espressione, e delinea anche le garanzie
che devono essere osservate per prevenire la censura dei contenuti
sotto l'apparenza di obiettivi apparentemente legittimi.
L'Osservatorio
si augura che in Aula la maggioranza dei deputati - se non
al buonsenso, che invita ad affidare ad un organo imparziale
la valutazione di un illecito - dia ascolto almeno a questi
principi di diritto nazionale e internazionale e bocci l'emendamento.
*
Presidente dell'Osservatorio sulla legalità
e sui diritti Onlus
 
Internet
fra libertà e diritti
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