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Giustizia : è legge la riforma forense
di
Mauro W. Giannini
E' stata approvata in via definitiva la riforma forense che
riconosce la specialità dell'avvocato nell’ambito delle altre
professioni ed è destinata a superare il Dpr professioni n.
137/2012.
I
principi generali riconoscono la specificità della funzione
difensiva e tutelano l’autonomia e indipendenza dell’avvocato,
autonomia di azione professionale e giudizio intellettuale
e richiamano la necessaria tutela dell’interesse pubblico
alla idoneità professionale e dell’affidamento della collettività
alla correttezza dei comportamenti, alla qualità della prestazione
professionale e al corretto svolgersi della giurisdizione.
La legge non trascura le esigenze dell’ apertura del mercato
professionale ai giovani, con criteri di valorizzazione del
merito e, più in generale, richiamando una corretta e leale
concorrenza nel rispetto degli indispensabili valori di indipendenza,
lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza.
La notizia dell'apprvazione è stata accolta con sodisfazione
dal presidente del Cosiglio Nazonale Forense Guido Alpa, per
il quale "L’Avvocatura saprà conservare i valori della
tradizione e ammodernarsi assecondando le esigenze di una
società moderna. Grazie alla riforma i cittadini potranno
fruire di un servizio giustizia più efficiente. I giovani
avranno maggiori opportunità di lavoro. La crisi economica
non prevarrà sulle nostre forze e sulle nostre risorse."
Soddisfazione
anche da parte dell'Unione Camere Penali, per le quali "La
specializzazione è entrata formalmente nell'ordinamento giuridico
italiano, coronando una battaglia storica dell'Unione. Da
domani opereremo per migliorarla, ma oggi salutiamo la sua
nascita. Era comunque necessario di fronte alle incognite
politiche della prossima legislatura che l'attuale portasse
a compimento la riforma forense: un'avvocatura senza un suo
statuto regolato per legge sarebbe stata una sconfitta".
Per l ’Aiga, Associazione italiana dei giovani avvocati, "L’approvazione
della Riforma Forense segna un passo significativo per l’Avvocatura
in questo scorcio di legislatura. Era un provvedimento che
si attendava da quasi ottanta anni e che sottrae il mondo
forense alla disciplina del DPR professioni, restituendole
quel ruolo determinante nell’ambito dei principi costituzionali
del giusto processo". Tuttavia, secondo il presidente
dell’Aiga, Dario Greco, "si tratta di una legge che non
risolve i problemi dell’Avvocatura e che non migliora la qualità
della giurisdizione e della Giustizia nel nostro Paese. Avremmo
voluto scelte più coraggiose in tema di accesso alla professione,
di specializzazioni, di formazione permanente, di governance
democratica della nostra categoria. Chiederemo – chiude Greco
– importanti cambiamenti nella prossima legislatura, allo
scopo di modernizzare finalmente l’Avvocatura".
 
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