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Riforma professioni e tariffe : il Cnf impugna
di
staff
Il Consiglio nazionale forense ha formalizzato le impugnazioni
avverso la riforma degli ordinamenti professionali (dpr 137/2012)
e i nuovi parametri per i compensi professionali (dm 140/2012),
con l'adesione di molti Ordini. I ricorsi sono redatti da
un collegio difensivo composto dai Proff.ri Vincenzo Cerulli
Irelli, Angelo Clarizia, Giuseppe Colavitti, Roberto Mastroianni,
Giuseppe Morbidelli, Federico Tedeschini e Guido Greco e sono
stati messi a disposizione degli Ordini forensi per eventuali
ricorsi autonomi.
Numerosi
i vizi dedotti a proposito del dpr 137, adottato dal Governo
sulla base delle disposizioni di cui all’art. 3, comma 5,
d.l. 138/2011: norme, rileva il Cnf, "nate come previsioni
di principio non immediatamente cogenti e poi disinvoltamente
riqualificate dal legislatore come “norme generali regolatrici
della materia” ai sensi e per gli effetti dell’art. 17, comma
2, l. 400/1988. Si tratta di disposizioni di rango primario
del tutto inidonee, per la loro genericitàa consentire un
esercizio del potere regolamentare autorizzato conforme alle
regole sul riparto delle fonti, tanto da generare vizi di
legittimità costituzionale che il Collegio difensivo non ha
mancato di eccepire. In ogni caso, - prosegue la nota
del Cnf - il dpr presenta innumerevoli vizi autonomi e
non ripetuti dalla fonte primaria, che integrano altrettanti
motivi di ricorso: tra essi la manifesta violazione di legge
occorsa in relazione al regolamento sulla formazione permanente,
che il dl 138/2011 affida all’autonomia delle categorie (regolamenti
dei CN) mentre il dpr sposta di fatto in capo al Ministro
della giustizia con la previsione di un parere vincolante".
Più
in generale, a giudizio del Cnf, "l’intero impianto
del regolamento si presenta viziato per avere mancato di esercitare
correttamente il potere normativo autorizzato".
Il
Cnf ha impugnato anche il dm 140 recante i nuovi parametri,
dato che le interlocuzioni avviate dal Ministero della giustizia
non hanno avuto seguito. A settembre, il Ministro aveva convocato
i rappresentanti dei CN di tutte le professioni per ascoltare
rilievi e criticità, dicendosi disponibile a valutare eventuali
correttivi. Il CNF aveva presentato un corposo documento recante
le richieste di modifica di un atto complessivamente punitivo
nei confronti della categoria, ma, come detto, nessuna ulteriore
notizia è pervenuta da Via Arenula. Tra i vizi dedotti a proposito
del dm 140, uno dei principali riguarda la totale soppressione
della voce spese generali che le vecchie tariffe determinavano
nel 12,5% e che componeva in realtà una terza voce della parcella,
oltre a diritti ed onorari, da corrispondere comunque.
 
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