 |
Camera Penale di Firenze dice basta alle morti in carcere
di
staff
Dopo
l’ennesimo suicidio avvenuto nel carcere fiorentino di Sollicciano,
la Camera Penale di Firenze denuncia quello che descrive come
lo "stato di illegalità permanente in cui si trovano costretti
a vivere i detenuti italiani".
"Dopo quattro suicidi nelle carceri fiorentine (tre a Sollicciano,
di cui due a gennaio, ed uno al Gozzini, sempre più snaturato
rispetto alla sua vocazione originaria), dopo due morti nella
“camere di (in) sicurezza” della Questura di Firenze, è arrivato
il momento di dire basta" afferma un documento el direttivo
dell'associazione dei penalisti fiorentini, che prosegue:
"In Italia vi sono all’incirca 5 suicidi ogni 100.000 abitanti,
ma la percentuale tra i reclusi è superiore del 19%. In galera
si entra sani e si esce malati, morti, comunque peggiorati;
la funzione costituzionale cui la pena è preposta è una finzione.
Abbiamo protestato, digiunato, scritto documenti, organizzato
convegni, incontrato Autorità, fatto proposte; sappiamo tutto,
quel che si dovrebbe fare, subito, e quel che bisogna cambiare,
non ci sono alibi, non c’è più niente da studiare."
"Abbiamo scritto e chiesto di “far presto”, ma ora non c’è
più tempo, non c’è tempo da perdere. - continuano i penalisti
fiorentini - Il Governo dei tecnici è sordo, anche se la Ministra
aveva provato orrore di fronte alla tortura che aveva visto
coi suoi occhi a gennaio, quando volle visitare Sollicciano
dopo aver inaugurato il nuovo palazzo di Giustizia; cosa dirà
adesso? Bisogna immediatamente agire, anche con decretazione
di urgenza, riformando l’istituto della custodia cautelare,
la cui applicazione in Italia è superiore del doppio alla
media dei Paesi del Consiglio d’Europa; i presupposti di cui
all’art.77 comma II Cost. non possono essere evocati solo
per provvedimenti di natura economica, spesse volte “giustificati”
da supposte sollecitazioni sovranazionali. In ogni caso, l’Europa
ci guarda, e non è un bel vedere; l’Italia è già stata ripetutamente
condannata per violazione dell’art.3 C.e.d.u., ed anche il
Presidente della Repubblica ha chiesto che si intervenga,
ma nulla è cambiato".
Per
la Camera penale di Firenze, "Bisogna pretendere una
Legge per garantire una carcerazione conforme a legalità,
prevedendo meccanismi che consentano di accogliere un numero
di detenuti pari a quelli previsti per ciascun istituto, con
liste di attesa disegnate per le varie tipologie di reati;
si può fare, si deve costruire finalmente un nuovo sistema
sanzionatorio, più efficace e realmente rispondente alle esigenze
di rieducazione e prevenzione, realmente riparativo e proporzionato.
E’
indispensabile che i Magistrati di Sorveglianza possano effettivamente
assolvere (anche attraverso incrementi di organico) ai compiti
che l’Ordinamento gli assegna, vigilando sull’esecuzione della
pena in conformità alla Legge ed ai regolamenti, ma è necessario
che tutti i Giudici che al carcere inviano conoscano i luoghi
della detenzione. Bisogna garantire il diritto alla salute
in carcere, e favorire l’inclusione sociale".
"Ognuno
faccia la sua parte; la Politica, il Dap, la Magistratura,
l’Avvocatura, sono tenuti a far rispettare la Legge. - invita
il documento dei penalisti - La Camera Penale di Firenze si
impegna a perseguire gli obiettivi indicati, e a denunciare
in ogni sede lo stato di illegalità permanente in cui si trovano
i detenuti italiani, il 42% dei quali è presunto innocente".
 
Dossier
diritti
|
|