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26 giugno 2012
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Camera Penale di Firenze dice basta alle morti in carcere
di staff

Dopo l’ennesimo suicidio avvenuto nel carcere fiorentino di Sollicciano, la Camera Penale di Firenze denuncia quello che descrive come lo "stato di illegalità permanente in cui si trovano costretti a vivere i detenuti italiani".

"Dopo quattro suicidi nelle carceri fiorentine (tre a Sollicciano, di cui due a gennaio, ed uno al Gozzini, sempre più snaturato rispetto alla sua vocazione originaria), dopo due morti nella “camere di (in) sicurezza” della Questura di Firenze, è arrivato il momento di dire basta" afferma un documento el direttivo dell'associazione dei penalisti fiorentini, che prosegue: "In Italia vi sono all’incirca 5 suicidi ogni 100.000 abitanti, ma la percentuale tra i reclusi è superiore del 19%. In galera si entra sani e si esce malati, morti, comunque peggiorati; la funzione costituzionale cui la pena è preposta è una finzione. Abbiamo protestato, digiunato, scritto documenti, organizzato convegni, incontrato Autorità, fatto proposte; sappiamo tutto, quel che si dovrebbe fare, subito, e quel che bisogna cambiare, non ci sono alibi, non c’è più niente da studiare."

"Abbiamo scritto e chiesto di “far presto”, ma ora non c’è più tempo, non c’è tempo da perdere. - continuano i penalisti fiorentini - Il Governo dei tecnici è sordo, anche se la Ministra aveva provato orrore di fronte alla tortura che aveva visto coi suoi occhi a gennaio, quando volle visitare Sollicciano dopo aver inaugurato il nuovo palazzo di Giustizia; cosa dirà adesso? Bisogna immediatamente agire, anche con decretazione di urgenza, riformando l’istituto della custodia cautelare, la cui applicazione in Italia è superiore del doppio alla media dei Paesi del Consiglio d’Europa; i presupposti di cui all’art.77 comma II Cost. non possono essere evocati solo per provvedimenti di natura economica, spesse volte “giustificati” da supposte sollecitazioni sovranazionali. In ogni caso, l’Europa ci guarda, e non è un bel vedere; l’Italia è già stata ripetutamente condannata per violazione dell’art.3 C.e.d.u., ed anche il Presidente della Repubblica ha chiesto che si intervenga, ma nulla è cambiato".

Per la Camera penale di Firenze, "Bisogna pretendere una Legge per garantire una carcerazione conforme a legalità, prevedendo meccanismi che consentano di accogliere un numero di detenuti pari a quelli previsti per ciascun istituto, con liste di attesa disegnate per le varie tipologie di reati; si può fare, si deve costruire finalmente un nuovo sistema sanzionatorio, più efficace e realmente rispondente alle esigenze di rieducazione e prevenzione, realmente riparativo e proporzionato. E’ indispensabile che i Magistrati di Sorveglianza possano effettivamente assolvere (anche attraverso incrementi di organico) ai compiti che l’Ordinamento gli assegna, vigilando sull’esecuzione della pena in conformità alla Legge ed ai regolamenti, ma è necessario che tutti i Giudici che al carcere inviano conoscano i luoghi della detenzione. Bisogna garantire il diritto alla salute in carcere, e favorire l’inclusione sociale".

"Ognuno faccia la sua parte; la Politica, il Dap, la Magistratura, l’Avvocatura, sono tenuti a far rispettare la Legge. - invita il documento dei penalisti - La Camera Penale di Firenze si impegna a perseguire gli obiettivi indicati, e a denunciare in ogni sede lo stato di illegalità permanente in cui si trovano i detenuti italiani, il 42% dei quali è presunto innocente".


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