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UCPI : introdurre il reato di tortura per ripristinare la
legalita'
di
Mauro W. Giannini
L'Unione
Camere Penali Italiane ha accolto con favore l'iniziativa
del senatore Marcenaro, presidente della Commissione per i
Diritti Umani del Parlamento, volta all'introduzione anche
in Italia dello specifico reato di tortura. L’Italia, infatti,
da molti anni ha sottoscritto la convenzione internazionale
contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. E'
arrivato, secondo l'UCPI, il momento di darvi attuazione.
In
un documento della giunta UCPI, si ricorda che "in particolare
negli ultimi tempi, continuano ad emergere notizie sul fatto
che trattamenti disumani e vere e proprie torture non sono
affatto estranei al contesto italiano. E’ il caso, ad esempio,
della pratica del water boarding, che tanto scandalo ha giustamente
provocato quando è stata riportata al trattamento subito da
prigionieri in Irak o in Afganistan ma che è stata ignorata
a proposito dei terroristi arrestati negli anni ‘70/80 in
Italia, così come ricostruita da un libro pubblicato di recente
e ripreso da organi di stampa nazionali."
Un
fatto grave, per l'UCPI, "che pur appartenendo al passato,
coinvolge la responsabilità dello Stato sul quale nessuna
riflessione si è aperta. Così come nessuna riflessione della
politica ha comportato la notizia, comparsa sulla stampa,
della vicenda che ha coinvolto un condannato, costretto, a
suo tempo, da militari dell’arma dei carabinieri che indagavano
sull’uccisione di alcuni loro colleghi, ad accusare se stesso
ed altri due giovani dopo inenarrabili sevizie. Anche questa
notizia, resa nota dopo l’annullamento - a seguito della revisione
- del processo che aveva portato l’uomo ad espiare ingiustamente
22 anni di reclusione, è scivolata dalle pagine della cronaca
senza che il sistema politico ne traesse spunto per rilanciare
il dibattito sulla tortura".
L'UCPI
ricorda he recentemente ad Asti il Tribunale ha dichiarato
la prescrizione dei fatti che avevano coinvolto una squadra
della Polizia Penitenziaria che metodicamente picchiava i
detenuti e che ugualmente, sono andati prescritti i fatti
accaduti a Genova, nel 2001, in occasione del G8 alla scuola
Diaz e nella caserma di Bolzaneto. "Prescrizioni che
non ci sarebbero state se per quegli stessi fatti si fosse
potuto contestare il reato di tortura. E
sì - commenta l'associazione dei penalisti - che in tema di
prescrizione i partiti sono sempre assai interessati, a volte
persino queruli".
"E’
di ieri l’altro - continua la Giunta UCPI - la notizia e la
foto di due tunisini rimpatriati in aereo in condizioni non
umane e profondamente degradanti. E questi sono solo esempi,
visto che molti altri casi, come quelli Cucchi e Uva, o le
passate spedizioni punitive all’interno delle carceri, in
Sardegna e altrove, e ancora quelli noti e meno noti che tutti
i giorni dimostrano che anche nel nostro Paese esiste questo
problema. Ed allora, questo Governo, che si propone come “tecnico”
e quindi distaccato dagli accadimenti degli anni passati,
e per di più vanta continuamente la necessità di adeguare
il Paese alle richieste e agli standard internazionali, deve
far propria l’iniziativa del Sen. Marcenaro e deve chiedere
una corsia preferenziale all’approvazione dello specifico
reato di tortura e trattamenti disumani e degradanti, adempiendo
così agli impegni internazionali già sottoscritti".
"La
legalità - conclude l'UCPI - non è un concetto divisibile:
o riguarda tutti, o nessuno e il corpo di coloro che sono
nelle mani dello Stato è inviolabile".
 
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