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20 aprile 2012
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UCPI : introdurre il reato di tortura per ripristinare la legalita'
di Mauro W. Giannini

L'Unione Camere Penali Italiane ha accolto con favore l'iniziativa del senatore Marcenaro, presidente della Commissione per i Diritti Umani del Parlamento, volta all'introduzione anche in Italia dello specifico reato di tortura. L’Italia, infatti, da molti anni ha sottoscritto la convenzione internazionale contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. E' arrivato, secondo l'UCPI, il momento di darvi attuazione.

In un documento della giunta UCPI, si ricorda che "in particolare negli ultimi tempi, continuano ad emergere notizie sul fatto che trattamenti disumani e vere e proprie torture non sono affatto estranei al contesto italiano. E’ il caso, ad esempio, della pratica del water boarding, che tanto scandalo ha giustamente provocato quando è stata riportata al trattamento subito da prigionieri in Irak o in Afganistan ma che è stata ignorata a proposito dei terroristi arrestati negli anni ‘70/80 in Italia, così come ricostruita da un libro pubblicato di recente e ripreso da organi di stampa nazionali."

Un fatto grave, per l'UCPI, "che pur appartenendo al passato, coinvolge la responsabilità dello Stato sul quale nessuna riflessione si è aperta. Così come nessuna riflessione della politica ha comportato la notizia, comparsa sulla stampa, della vicenda che ha coinvolto un condannato, costretto, a suo tempo, da militari dell’arma dei carabinieri che indagavano sull’uccisione di alcuni loro colleghi, ad accusare se stesso ed altri due giovani dopo inenarrabili sevizie. Anche questa notizia, resa nota dopo l’annullamento - a seguito della revisione - del processo che aveva portato l’uomo ad espiare ingiustamente 22 anni di reclusione, è scivolata dalle pagine della cronaca senza che il sistema politico ne traesse spunto per rilanciare il dibattito sulla tortura".

L'UCPI ricorda he recentemente ad Asti il Tribunale ha dichiarato la prescrizione dei fatti che avevano coinvolto una squadra della Polizia Penitenziaria che metodicamente picchiava i detenuti e che ugualmente, sono andati prescritti i fatti accaduti a Genova, nel 2001, in occasione del G8 alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. "Prescrizioni che non ci sarebbero state se per quegli stessi fatti si fosse potuto contestare il reato di tortura. E sì - commenta l'associazione dei penalisti - che in tema di prescrizione i partiti sono sempre assai interessati, a volte persino queruli".

"E’ di ieri l’altro - continua la Giunta UCPI - la notizia e la foto di due tunisini rimpatriati in aereo in condizioni non umane e profondamente degradanti. E questi sono solo esempi, visto che molti altri casi, come quelli Cucchi e Uva, o le passate spedizioni punitive all’interno delle carceri, in Sardegna e altrove, e ancora quelli noti e meno noti che tutti i giorni dimostrano che anche nel nostro Paese esiste questo problema. Ed allora, questo Governo, che si propone come “tecnico” e quindi distaccato dagli accadimenti degli anni passati, e per di più vanta continuamente la necessità di adeguare il Paese alle richieste e agli standard internazionali, deve far propria l’iniziativa del Sen. Marcenaro e deve chiedere una corsia preferenziale all’approvazione dello specifico reato di tortura e trattamenti disumani e degradanti, adempiendo così agli impegni internazionali già sottoscritti".

"La legalità - conclude l'UCPI - non è un concetto divisibile: o riguarda tutti, o nessuno e il corpo di coloro che sono nelle mani dello Stato è inviolabile".


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