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16 aprile 2012
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UNCI : in Val di Susa si rispetti la liberta' d'informazione
di staff

"Quando un cronista è costretto con la violenza ad allontanarsi dal luogo di un fatto, quando è costretto a rinunciare a fare il proprio lavoro, a verificare gli avvenimenti con i propri occhi, è una sconfitta per tutta la democrazia." Lo ha dichiarato qualche giorno a in una nota Guido Columba, presidente dell'Unione nazionale cronisti italiani, a commento di quanto accaduto la settimana scorsa in Val di Susa, "dove sedicenti contestatori che si dichiaravano No Tav hanno minacciato una giovane cronista, collaboratrice del quotidiano CronacaQui, arrivando a circondarla, a farle volare via gli occhiali con una manata, solo per mandarla via, per farla allontanare".

"La motivazione? La testata per cui la giovane collega lavora è sgradita ai No Tav. Ma non è solo un problema di testata." continuava l'associazione dei cronisti "Minacce, aggressioni – non solo verbali – e danneggiamenti hanno riguardato in questi mesi colleghi di La Stampa, Corriere.it, Rai. A un operatore freelance è stata danneggiata l’attrezzatura di lavoro. A molti cronisti è stato impedito di svolgere serenamente il proprio lavoro. Come quando, in occasione dei blocchi dei mesi scorsi, ad alcuni giornalisti i manifestanti hanno detto: “tu di qui non passi”. In pratica, decidendo lor signori chi avesse diritto a svolgere la propria attività e chi no, da chi i cittadini potessero essere informati e da chi no".

La nota presegue facendo riferimento ai commenti apparsi su un sito notav, durante le fasi di esproprio dei terreni che hanno motivato la protesta e in cui si accenna all’autorizzazione a entrare nel cantiere solo per i “giornalisti servi” di Stampa, Repubblica, Tg3.

"Attacchi alla incolumità ma anche alla stessa serenità dei cronisti chiamati a informare gli italiani sulla vicenda Tav, non sono tollerabili. - commenta la nota UNCI - Non è tollerabile che persone che sostengono di richiamarsi ai valori dell’antifascismo utilizzino sistemi violenti che a quei disvalori si richiamano. L’Unione Cronisti protesta fortemente contro questo clima di violenza e chiede a magistratura e forze dell’ordine di intervenire con immediatezza e decisione per riportare la legalità in Val di Susa e garantire che il lavoro dei cronisti informi in modo corretto, completo e tempestivo gli italiani".


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