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UNCI : in Val di Susa si rispetti la liberta' d'informazione
di
staff
"Quando
un cronista è costretto con la violenza ad allontanarsi dal
luogo di un fatto, quando è costretto a rinunciare a fare
il proprio lavoro, a verificare gli avvenimenti con i propri
occhi, è una sconfitta per tutta la democrazia." Lo ha
dichiarato qualche giorno a in una nota Guido Columba, presidente
dell'Unione nazionale cronisti italiani, a commento di quanto
accaduto la settimana scorsa in Val di Susa, "dove sedicenti
contestatori che si dichiaravano No Tav hanno minacciato una
giovane cronista, collaboratrice del quotidiano CronacaQui,
arrivando a circondarla, a farle volare via gli occhiali con
una manata, solo per mandarla via, per farla allontanare".
"La
motivazione? La testata per cui la giovane collega lavora
è sgradita ai No Tav. Ma non è solo un problema di testata."
continuava l'associazione dei cronisti "Minacce, aggressioni
– non solo verbali – e danneggiamenti hanno riguardato in
questi mesi colleghi di La Stampa, Corriere.it, Rai. A un
operatore freelance è stata danneggiata l’attrezzatura di
lavoro. A molti cronisti è stato impedito di svolgere serenamente
il proprio lavoro. Come quando, in occasione dei blocchi dei
mesi scorsi, ad alcuni giornalisti i manifestanti hanno detto:
“tu di qui non passi”. In pratica, decidendo lor signori chi
avesse diritto a svolgere la propria attività e chi no, da
chi i cittadini potessero essere informati e da chi no".
La
nota presegue facendo riferimento ai commenti apparsi su un
sito notav, durante le fasi di esproprio dei terreni che hanno
motivato la protesta e in cui si accenna all’autorizzazione
a entrare nel cantiere solo per i “giornalisti servi” di Stampa,
Repubblica, Tg3.
"Attacchi
alla incolumità ma anche alla stessa serenità dei cronisti
chiamati a informare gli italiani sulla vicenda Tav, non sono
tollerabili. - commenta la nota UNCI - Non è tollerabile che
persone che sostengono di richiamarsi ai valori dell’antifascismo
utilizzino sistemi violenti che a quei disvalori si richiamano.
L’Unione Cronisti protesta fortemente contro questo clima
di violenza e chiede a magistratura e forze dell’ordine di
intervenire con immediatezza e decisione per riportare la
legalità in Val di Susa e garantire che il lavoro dei cronisti
informi in modo corretto, completo e tempestivo gli italiani".
 
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