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Internet : diritto d'autore , ne discuta il parlamento
di
staff
Il
Governo Monti si appresta, attraverso il suo sottosegretario
Catricalà, a emanare un provvedimento che trasformerebbe l'Autorità
Garante per le Comunicazioni nell'unico sceriffo della Rete
con enormi poteri che consistono nell'accertamento e nell’inibizione
dei reati legati alla violazione del diritto d’autore che
oggi sono giustamente demandati alla Magistratura coadiuvata
dalle forze di Polizia.
Il gruppo di associazioni che ha promosso la notte della Rete,
di cui fanno parte Adiconsum, Altroconsumo e Assoprovider,
denunciano "il grave comportamento del Governo che in
modo inusuale, dietro il paravento del fornire un’interpretazione
autentica della normativa vigente, consentirebbe invece una
inaccettabile violazione dei diritti di cittadini e utenti
con gravi ripercussioni sulla libertà dell’informazione nel
nostro Paese".
"La
stessa AGCOM ha riconosciuto agli organizzatori della notte
della Rete di non avere le necessarie prerogative giuridiche
per deliberare la propria proposta di regolamento sul diritto
d'autore ed è per questo che tale decisione è stata finora
rinviata" - affermano le associazioni - Il Governo Monti
ora va in soccorso dell'Autorità e tenta di emanare un provvedimento
che legittima a posteriori l'AGCOM fornendole poteri che rischiano
di trasformarla in un tribunale speciale che giudicherà dei
reati legati ad Internet, esercitando al contempo i poteri
spettanti in precedenza alle forze di polizia".
Il diritto d'autore, come richiesto dalle associazioni, è
in discussione in Parlamento e l'AGCOM è in scadenza ma con
il blitz di Catricalà che potrebbe tradursi in decreto legge,
tutte le modalità democratiche in atto verrebbero spazzate
via di colpo, scavalcando il Parlamento e permettendo subito
l'approvazione del regolamento AGCOM. "Con tali atteggiamenti
- affermano le associazioni - non si mette in discussione
solo il diritto d'autore ma tutto il nostro ordinamento giuridico
e la Costituzione".
Il
gruppo di associazioni chiede al governo di non emanare "questo
assurdo provvedimento che non ha nulla di interpretativo e
che violerebbe la Costituzione" e chiede di lasciare
al Parlamento la discussione democratica sulla nuova legge
sul diritto d'autore e di concentrarsi invece con l’adeguata
trasparenza nei confronti della società civile sulle nomine
dei prossimi vertici AGCOM, "in modo che nel prossimo
futuro possano sedere in quelle posizioni rilevantissime per
la libertà d’informazione nel nostro Paese persone non solo
competenti ma che abbiano soprattutto quale unico mandato
la salvaguardia dell’interesse generale e lo sviluppo democratico
anche nel panorama digitale".
 
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