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02 aprile 2012
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Internet : diritto d'autore , ne discuta il parlamento
di staff

Il Governo Monti si appresta, attraverso il suo sottosegretario Catricalà, a emanare un provvedimento che trasformerebbe l'Autorità Garante per le Comunicazioni nell'unico sceriffo della Rete con enormi poteri che consistono nell'accertamento e nell’inibizione dei reati legati alla violazione del diritto d’autore che oggi sono giustamente demandati alla Magistratura coadiuvata dalle forze di Polizia.

Il gruppo di associazioni che ha promosso la notte della Rete, di cui fanno parte Adiconsum, Altroconsumo e Assoprovider, denunciano "il grave comportamento del Governo che in modo inusuale, dietro il paravento del fornire un’interpretazione autentica della normativa vigente, consentirebbe invece una inaccettabile violazione dei diritti di cittadini e utenti con gravi ripercussioni sulla libertà dell’informazione nel nostro Paese".

"La stessa AGCOM ha riconosciuto agli organizzatori della notte della Rete di non avere le necessarie prerogative giuridiche per deliberare la propria proposta di regolamento sul diritto d'autore ed è per questo che tale decisione è stata finora rinviata" - affermano le associazioni - Il Governo Monti ora va in soccorso dell'Autorità e tenta di emanare un provvedimento che legittima a posteriori l'AGCOM fornendole poteri che rischiano di trasformarla in un tribunale speciale che giudicherà dei reati legati ad Internet, esercitando al contempo i poteri spettanti in precedenza alle forze di polizia".

Il diritto d'autore, come richiesto dalle associazioni, è in discussione in Parlamento e l'AGCOM è in scadenza ma con il blitz di Catricalà che potrebbe tradursi in decreto legge, tutte le modalità democratiche in atto verrebbero spazzate via di colpo, scavalcando il Parlamento e permettendo subito l'approvazione del regolamento AGCOM. "Con tali atteggiamenti - affermano le associazioni - non si mette in discussione solo il diritto d'autore ma tutto il nostro ordinamento giuridico e la Costituzione".

Il gruppo di associazioni chiede al governo di non emanare "questo assurdo provvedimento che non ha nulla di interpretativo e che violerebbe la Costituzione" e chiede di lasciare al Parlamento la discussione democratica sulla nuova legge sul diritto d'autore e di concentrarsi invece con l’adeguata trasparenza nei confronti della società civile sulle nomine dei prossimi vertici AGCOM, "in modo che nel prossimo futuro possano sedere in quelle posizioni rilevantissime per la libertà d’informazione nel nostro Paese persone non solo competenti ma che abbiano soprattutto quale unico mandato la salvaguardia dell’interesse generale e lo sviluppo democratico anche nel panorama digitale".


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