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Avvocati a Congresso contro la commercializzazione della giustizia
di
Mauro W. Giannini
"Chiediamo
che il governo vari delle vere liberalizzazioni, che possano
essere l'occasione di recupero delle competenze perdute ma
con l'ampliamento degli spazi di mercato mediante la valorizzazione
delle specializzazioni, non già lo strumento per creare il
business della formazione specialistica a danno della categoria".
Così Dario Greco, presidente dell'Associazione italiana dei
giovani avvcati, ha parlato ieri a Milano, al congresso straordinario
forense, "I diritti non sono merce", convocato d’urgenza
per esprimere tutto il disagio della categoria.
Il leader dell'Aiga ha aggiunto: «Affinché la nostra professione
e la sua rappresentanza recuperino il loro ruolo centrale
nella società, occorre che dalla protesta si passi alla proposta,
mediante l’esposizione di ciò che la classe forense veramente
desidera. Il nostro obiettivo – ha concluso Greco – è avere
un'avvocatura unita, che non significa silenzio, ma confronto
su problemi e proposte, e un'avvocatura democratica, da individuarsi
previa eliminazione di ogni barriera anagrafica, secondo il
principio "un avvocato, un voto", eliminando la
norma statutaria della cassa di previdenza forense che limita
l’elettorato passivo a favore di coloro che hanno almeno dieci
anni di iscrizione alla cassa».
Il
Congresso si è aperto con un intervento del vicepresidente
del Consiglio nazionale forense, Ubaldo Perfetti, che ha parlato
di "Riforme viziate dall’uso ideologico del diritto comunitario
e dall’uso ideologico dell’emergenza economica" ed ha
evidenziato fra l'altro la necessità di combattere
la visione mercantistica dei diritti e della professione forense
del Governo, puntare all’abrogazione delle norme delle varie
Manovre che mortificano i valori essenziali dell’avvocatura
e all'approvazione di uno Statuto che rafforzi accesso, formazione,
specializzazione, controllo deontologico domestico e qualificazione,
richiamando infine all'unità dell’avvocatura come monito alla
politica contro l’affievolimento dei diritti.
“L’avvocatura
deve combattere la visione mercantistica che si sta imponendo
nel Paese. Gli ultimi interventi, dalla Manovra di luglio
al decreto Cresci-Italia, stanno modificando profondamente
il volto della professione e con arroganza lo fanno con atti
amministrativi regolamentari. E’ così che incideranno su una
attività professionale che è riconosciuta dalla Costituzione
- ha detto Perfetti - “Quel che più è peggio è che con la
stessa visione si interviene sul processo e sulla tutela dei
diritti, con provvedimento che apparentemente sembrano frammentari
(mediazione obbligatoria, aumenti dei costi di accesso alla
giustizia, sanzioni pecuniarie nel processo) ma che in realtà
corrispondono a un disegno preciso: mettere in crisi il monopolio
statale della giurisdizione, privatizzare la giustizia.
 
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