 |
Informazione e mafia : FNSI , depenalizzare la diffamazione
di
Tamara Gallera
Depenalizzare
la diffamazione. Questa una delle proposte della Federazione
Nazionale della Stampa contro la mafia espressa nel corso
dell’audizione di oggi in Commissione parlamentare antimafia.
La
delegazione guidata dal segretario nazionale della FNSI, Franco
Siddi, ha spiegato che i giornalisti sotto minaccia della
criminalità organizzata sono un bersaglio temerario, subiscono
intollerabili disagi che riguardano le loro persone, le loro
famiglie e, alla lunga, incidono sulla libera circolazione
delle notizie e, quindi, sulla qualità della vita civile.
Per questo occorre unire gli sforzi di tutti i soggetti della
legalità democratica, dei protagonisti della vita civile all’informazione,
alle istituzioni, per promuovere un cultura di rispetto dell’informazione
e rendere inefficaci questo genere di minacce.
Siddi
ha anche proposto, fra l’altro, all’Antimafia di svolgere
audizioni e verifiche regione per regione e in particolare
di “valutare alcuni episodi oscuri che destano la massima
preoccupazione perché sorge il dubbio che le minacce ai giornalisti
possano trovare in qualche realtà editoriale, non molto trasparente
o oggetto di infiltrazioni oscure, terreno fertile. In alcune
aree – ha aggiunto – il tessuto imprenditoriale dell’informazione
è debolissimo ed è esposto infatti a un alto rischio di infiltrazioni
mafiose. Occorre agire con delicatezza, cautela e determinazione”.
La
scelta della depenalizzazione della diffamazione a mezzo stampa,
richiesta dall’Onu, sarebbe "strategica", per l'FNSI,
tanto più quando denunce di questo tipo provengono dal mondo
criminale, o ad esso contiguo, con lo scopo di condizionare
non solo il giornalista ma anche l’editore. Il
direttore di Ossigeno per l’Informazione, Alberto Spampinato,
membro della delegazione FNSI, ha sottolineato che la depenalizzazione
della diffamazione è una riforma a costo zero e ha un valore
strategico: risolverebbe in gran parte anche il problema delle
querele pretestuose e delle richieste di danni immotivate,
veri e propri abusi del diritto.
Il
deterrente più valido, ha aggiunto Spampinato, si può creare
facilmente: basta creare un sistema in grado di dare di volta
in volta la massima pubblicità agli articoli dei giornalisti
minacciati. “Chi minaccia un giornalista per oscurare le cose
che ha scritto rinuncerà a farlo se il primo effetto delle
minacce sarà quello di rendere più conosciute proprio quelle
notizie. Si può fare creando quello che chiamiamo ‘L’archivio
delle notizie oscurate’ a cui sono interessate alcune Regioni
e a cui l’Antimafia può offrire una importante sponda istituzionale”.
 
Dossier
informazione
|
|