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Decreto svuotacarceri: i commenti dei sindacati di polizia
di
Mauro W. Giannini
Il
Senato ha approvato il decreto contro il sovraffollamento
dei penitenziari incontrando, oltre ai commenti contrastanti
delle forze politiche - l'approvazione degli organismi della
polizia penitenziaria e le critiche da parte di alcuni sindacati
della polizia di Stato.
Il
decreto innalza da dodici a diciotto mesi la parte di pena
detentiva che può essere scontata presso il domicilio del
condannato anziché in carcere.
Tale misura non è applicabile ai soggetti condannati
per delitti gravi (terrorismo, mafia, traffico di stupefacenti,
omicidio, violenza sessuale di gruppo), ai delinquenti abituali,
professionali o per tendenza, ai detenuti sottoposti al regime
di sorveglianza particolare, nei casi di concreta possibilità
di fuga o reiterazione del reato ovvero quando non sussista
l'idoneità e l'effettività del domicilio anche in funzione
delle esigenze di tutela delle vittime.
Il decreto introduce anche il divieto di condurre in carcere
le persone arrestate per reati di non particolare gravità,
prima della loro presentazione davanti al giudice per la convalida
dell'arresto e il giudizio direttissimo, prevedendo la custodia
nei posti di polizia, salvo la mancanza di adeguate strutture
o in presenza di precarie condizioni di salute dell'arrestato
o di sua pericolosità. Il decreto approvato al Senato prevede
anche la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari entro
il 31 marzo 2013 stabilendo che le nuove strutture dovranno
essere a carattere ospedaliero. Il Governo ha deciso di porre
la fiducia alla Camera dei Deputati per la conversione in
legge del decreto.
Il primo sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria, il
SAPPE, auspica che si possa arrivare ad rapida conversione
in legge del Decreto. Donato Capece, segretario generale del
SAPPE, ha ricordato che gia' oggi piu' del 40% dei detenuti
e' in attesa di un giudizio definitivo e ha applaudito alla
misura finalizzata ad evitare il meccanismo delle 'porte girevoli',
cioe' gli ingressi e le uscite dal carcere per soli pochi
giorni, ricordando che ogni anno oltre 20.000 persone entrano
ed escono dagli istituti penitenziari nell'arco di tre giorni.
Capece ha detto di capire le posizioni di taluni parlamentari,
tra i quali quelli provenienti dalle Forze dell'Ordine, "che
a parole si dichiarano attenti ai problemi quotidiani dei
poliziotti penitenziari legati al pesante sovraffollamento
e poi hanno votato o gia' hanno detto che voteranno contro
il provvedimento. E non capisco neppure le eccezioni sollevate
dall'ex sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, che
ha presentato tre emendamenti al decreto che di fatto lo snaturano
nei suoi tratti essenziali. Evidentemente e' piu' facile fare
propaganda che non affrontare sul serio e concretamente i
problemi quali quelli gravi penitenziari".
Critiche invece al decreto dal Sindacato Polizia Nuova, che
esprime la sua forte protesta e dichiara "la sconfitta,
senza se e senza ma, dello Stato", commentando che "è
da considerare un elemento importantissimo e vitale: una volta
che il detenuto esce dal suo regime carcerario, se non sarà
aiutato e supportato dalle istituzioni per un giusto reinserimento
nel tessuto sociale, trovandosi da solo, cosa sarà costretto
a fare? Sicuramente quello per il quale è già stato arrestato
e condannato! Questo significa solo mettere ancor più in crisi
le Forze di Polizia che già vivono e soffrono dei gravi tagli
che le hanno messe in ginocchio!"
Per
Polizia Nuova, "Il
sistema Giustizia italiano non è nemmeno in grado di assicurare
che chi commette un omicidio abbia una giusta condanna, basta
guardare le percentuali, le scarcerazioni eccellenti e, ciò
nonostante, nessun politico è in grado di eliminare la conflittualità
esistente tra il codice penale, altamente punitivo, e il codice
di procedura penale, altamente garantista. - commenta Polizia
Nuova - Una confusione totale dove chi ne paga le pene è sempre
e solo il cittadino morigerato che rispetta tutte le regole
e paga sempre e comunque vedendo le sue libertà sempre più
compresse".
 
Osservatorio
: rapporto sulle carceri 2011
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