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14 febbraio 2012
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Decreto svuotacarceri: i commenti dei sindacati di polizia
di Mauro W. Giannini

Il Senato ha approvato il decreto contro il sovraffollamento dei penitenziari incontrando, oltre ai commenti contrastanti delle forze politiche - l'approvazione degli organismi della polizia penitenziaria e le critiche da parte di alcuni sindacati della polizia di Stato.

Il decreto innalza da dodici a diciotto mesi la parte di pena detentiva che può essere scontata presso il domicilio del condannato anziché in carcere. Tale misura non è applicabile ai soggetti condannati per delitti gravi (terrorismo, mafia, traffico di stupefacenti, omicidio, violenza sessuale di gruppo), ai delinquenti abituali, professionali o per tendenza, ai detenuti sottoposti al regime di sorveglianza particolare, nei casi di concreta possibilità di fuga o reiterazione del reato ovvero quando non sussista l'idoneità e l'effettività del domicilio anche in funzione delle esigenze di tutela delle vittime.

Il decreto introduce anche il divieto di condurre in carcere le persone arrestate per reati di non particolare gravità, prima della loro presentazione davanti al giudice per la convalida dell'arresto e il giudizio direttissimo, prevedendo la custodia nei posti di polizia, salvo la mancanza di adeguate strutture o in presenza di precarie condizioni di salute dell'arrestato o di sua pericolosità. Il decreto approvato al Senato prevede anche la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari entro il 31 marzo 2013 stabilendo che le nuove strutture dovranno essere a carattere ospedaliero. Il Governo ha deciso di porre la fiducia alla Camera dei Deputati per la conversione in legge del decreto.

Il primo sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria, il SAPPE, auspica che si possa arrivare ad rapida conversione in legge del Decreto. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha ricordato che gia' oggi piu' del 40% dei detenuti e' in attesa di un giudizio definitivo e ha applaudito alla misura finalizzata ad evitare il meccanismo delle 'porte girevoli', cioe' gli ingressi e le uscite dal carcere per soli pochi giorni, ricordando che ogni anno oltre 20.000 persone entrano ed escono dagli istituti penitenziari nell'arco di tre giorni.

Capece ha detto di capire le posizioni di taluni parlamentari, tra i quali quelli provenienti dalle Forze dell'Ordine, "che a parole si dichiarano attenti ai problemi quotidiani dei poliziotti penitenziari legati al pesante sovraffollamento e poi hanno votato o gia' hanno detto che voteranno contro il provvedimento. E non capisco neppure le eccezioni sollevate dall'ex sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, che ha presentato tre emendamenti al decreto che di fatto lo snaturano nei suoi tratti essenziali. Evidentemente e' piu' facile fare propaganda che non affrontare sul serio e concretamente i problemi quali quelli gravi penitenziari".

Critiche invece al decreto dal Sindacato Polizia Nuova, che esprime la sua forte protesta e dichiara "la sconfitta, senza se e senza ma, dello Stato", commentando che "è da considerare un elemento importantissimo e vitale: una volta che il detenuto esce dal suo regime carcerario, se non sarà aiutato e supportato dalle istituzioni per un giusto reinserimento nel tessuto sociale, trovandosi da solo, cosa sarà costretto a fare? Sicuramente quello per il quale è già stato arrestato e condannato! Questo significa solo mettere ancor più in crisi le Forze di Polizia che già vivono e soffrono dei gravi tagli che le hanno messe in ginocchio!"

Per Polizia Nuova, "Il sistema Giustizia italiano non è nemmeno in grado di assicurare che chi commette un omicidio abbia una giusta condanna, basta guardare le percentuali, le scarcerazioni eccellenti e, ciò nonostante, nessun politico è in grado di eliminare la conflittualità esistente tra il codice penale, altamente punitivo, e il codice di procedura penale, altamente garantista. - commenta Polizia Nuova - Una confusione totale dove chi ne paga le pene è sempre e solo il cittadino morigerato che rispetta tutte le regole e paga sempre e comunque vedendo le sue libertà sempre più compresse".


per approfondire...

Osservatorio : rapporto sulle carceri 2011

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