|
Liberalizzazioni : avvocati critici e in mobilitazione
di
staff
Le
associazioni degli avvocati sono critiche sulle liberalizzazioni
delle professioni contenute nel decreto Monti.
Secondo
il Consiglio Nazionale Forense, intervenuto venerdì,
"I provvedimenti approvati oggi dal Consiglio dei Ministri
confermano la determinazione del Governo nel voler affrontare
la riforma della professione forense con l’adozione di misure
estemporanee e non coordinate in un quadro organico e unitario
di intervento, come richiederebbe invece il riordino di materie
così sensibili per la tutela dei diritti dei cittadini sanciti
dalla Costituzione e per l’innovazione del sistema della Giustizia".
"L’Avvocatura
si è sempre detta disponibile ad un confronto con il Governo
per definire in tempi brevi una positiva riforma della professione
forense e attende la convocazione annunciata dal Ministro
Severino. Invitiamo il Governo ad un confronto costruttivo.
Tuttavia, continuiamo a domandarci perché non si voglia discutere
della riforme della giustizia e delle professioni nella sede
naturale del Parlamento dove pende esiste il disegno di legge
di riforma della professione forense che potrebbe essere in
breve tempo approvato assicurando la definizione del nuovo
quadro normativo. - continua il CNF - In attesa di questi
chiarimenti il Consiglio nazionale forense resta al fianco
di tutte le componenti dell’Avvocatura nella fase
di mobilitazione che si svilupperà nei prossimi giorni
e nelle prossime settimane".
Per
l'Unione Camere penali Italiane, "Quel che arriva dal
governo attraverso il decreto sulle liberalizzazioni è peggio
di quanto previsto. Di fatto si cancella il tirocinio basato
sull'esperienza pratica e si dà vita ad un avvocato che sarà
catapultato nelle aule giudiziarie in possesso soltanto del
sapere teorico che l'ha portato alla laurea". "Occorre
capire - commenta l'UCPI - che un avvocato che entra in un'aula
di giustizia, come un chirurgo che entra in una sala operatoria,
ha tra le sue mani la vita delle persone e i loro diritti,
primo fra tutti il diritto di libertà".
Per
i penalisti associatii, "Questo intervento è dunque contro
l'interesse dei cittadini, è pura propaganda e, tra l'altro,
non avrà alcun effetto positivo sulla tanto mitizzata concorrenza
e sui costi delle prestazioni professionali, posto che riguarda
una categoria già alluvionata dai numeri e che invece avrebbe
bisogno di selezione, di qualificazione e di maggior controllo
deontologico. Sarebbe sconcertante se misure di questo tipo
fossero accettate dai partiti politici che sostengono il governo
senza considerare che esse, di fatto, liquidano una professione
che svolge una funzione fondamentale nei rapporti tra il cittadino
e l’autorità".
I
giovani avvocati AIGA avevano invece invitato ad effettuare
vere liberalizzazioni, a
partire dai notai.
 
Dossier
giustizia
|