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17 gennaio 2011
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Avvocati in mobilitazione con proteste e proposte
di Giannini e Gallera

Un Manifesto dell’Avvocatura ed una mobilitazione della categoria sono le iniziative prese dagli avvocati il 14 gennaio nel corso della riunione delle componenti istituzionali e asociative tenutosi a Roma presso il Consiglio Nazionale Forense. Nell'occasione sono state decise iniziative per le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario "per sensibilizzare l'opinione pubblica sugli effetti pericolosi per i diritti dei provvedimenti del Governo". Il giorno 15 la Giunta dell'Unione Camere Penali ha deliberato lo stato di agitazione sul tema della riforma forense, chiedendo alla politica che la riforma dello statuto dell'avvocatura venga realizzata dando impulso al progetto di legge professionale giacente in Parlamento, conseguentemente stralciando le norme che riguardano tale tema dai provvedimenti di urgenza. Il 17 gennaio l'Organissmo Unitario dell'Avvocatura ha lanciato alcune proposte di iniziative per attrarre l'attenzione di opinione pubblica e governo sulle critiche e proposte degli avvocati.

"Su temi così delicati, che riguardano i diritti dei cittadini, la tenuta del sistema democratico, il corretto funzionamento dell'amministrazione della giustizia, è necessario un processo di confronto con il Governo sulle iniziative di riforma della giustizia e di liberalizzazione delle professioni". ha detto in apertura dei lavori il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, aggiungendo che L'avvocatura è disponibile a individuare in tempi rapidi le soluzioni più efficaci per migliorare l'efficienza della giustizia e per varare la riforma della professione forense". A giudizio del CNF, "Finora il Governo ha agito con un metodo inaccettabile, introducendo in rapida successione norme che nella loro formulazione rendono incerto un quadro che nelle intenzioni dell'esecutivo avrebbe dovuto essere invece semplificato" mentre "L'avvocatura ha proposte utili e efficaci da fare, non solo per rafforzare la qualificazione della professione ma anche per rilanciare l'efficienza del sistema giudiziario, questa sì una questione di democrazia".

Il Manifesto approvato esprime la posizione unitaria di tutta l'Avvocatura italiana criticando il modo d'agire del governo, "opaco, autoritario e senza cercare il confronto con l'avvocatura", mentre i provvedimenti della Manovra sono stati ispirati a solo criteri economici con una "pericolosa indifferenza per i valori giuridici", con "uso strumentale del diritto comunitario".

Il manifesto propone la convenzione partecipativa di negoziazione, un sistema alternativo di risoluzione stragiudiziale affidato agli avvocati garantisce tempi più rapidi e sicurezza giuridica già in vigore in Francia: aggredire l'arretrato civile con il coinvolgimento attivo degli avvocati con adeguata esperienza e ragionevole affidabilità, selezionati dai Consigli dell'Ordine di appartenenza, che sarebbero chiamati a decidere talune specifiche controversie indicate dai Presidenti dei Tribunali. Per fare questo è necessario effettuare una stima seria dei processi pendenti, per utilizzare in modo razionale e efficace le risorse, eliminando sprechi e ritardi; e rafforzare il Programma di gestione dei tempi del processo redatto dai Presidenti dei Tribunali attraverso una loro maggior responsabilizzazione e il coinvolgimento dei singoli Consigli degli Ordini degli Avvocati per avere un'agenda dei lavori certa e celere.

La riduzione dei tempi di redazione delle sentenze potrebbe ottenersi, secondo gli avvocati, creando uno staff di giuristi che affianca il magistrato nella fase che precede la sentenza attraverso la ricostruzione dell'iter processuale svoltosi fino a quel momento (le ricerche sui precedenti, orientamenti dottrinali ecc.). Togliere alle Corti d'Appello il contenzioso derivante dalla c.d. Legge Pinto e snellendo la collegialità con delega dell'istruzione della causa ad un singolo Consigliere sono altri due strumenti con i quali gli avvocati propongono di alleggerire il carico dei processi pendenti.

In occasione dell'assemblea, gli avvocati hanno deciso che in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa intervenga alla cerimonia in Corte di Cassazione con un discorso unitario dell'avvocatura, con il quale denuncerà il disagio dell'avvocatura e i rischi per la tutela dei diritti dei cittadini. Lo stesso testo verrà letto dai presidenti degli Ordini distrettuali in occasione delle cerimonie di inaugurazione che si svolgeranno il 28 gennaio nei distretti, alle quali comunque l'avvocatura non presenzierà. Il giorno precedente le cerimonie distrettuali i presidenti degli Ordini organizzeranno conferenze stampa sul territorio per sensibilizzare l'opinione pubblica su questi temi.

L'Organismo Unitario dell'Avvocatura ha ricordato oggi che nell'Assemblea nazionale del 20 gennaio presso la Cassa Forense a Roma, saranno deliberate incisive forme di protesta. Maurizio de Tilla, Presidente OUA, ha così spiegato le ragioni della forte mobilitazione: "Siamo fortemente preoccupati, è necessario contrastare il disegno che vuole disintegrare l'Avvocatura e rottamare la Giustizia. Un mosaico costituito da diversi tasselli: lo schema di decreto legislativo che abolisce oggi gli uffici dei giudici di pace e domani i Tribunali minori e le Sezioni distaccate. Il decreto legge (in vigore) che da un lato penalizza la parte che non ha inteso partecipare alla procedura di media-conciliazione, con una sanzione che alla prima udienza il giudice può applicare, dall'altro fissa limiti irrisori alla liquidazione degli onorari a carico della parte soccombente nelle cause di valore inferiore a mille euro e che, infine, prevede la domanda di trattazione in appello e in cassazione sottoscritta solo dalla parte e non dall'avvocato. Sul versante delle cosiddette liberalizzazioni: l'abolizione dei minimi di tariffa e delle tariffe professionali e l'introduzione dei soci di mero capitale e di non professionisti nelle società professionali. Sul lato della formazione: la previsione del tirocinio forense da esplicarsi all'interno dell'università nell'ultimo periodo del corso di laurea. Infine, la delegificazione dell'ordinamento forense che lede fortemente la funzione costituzionale dell'avvocato".

Fra le iniziative in discussione, oltre ad una campagna sui media, manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera dei Deputati e Senato, occupazione "simbolica" degli uffici giudiziari con manifestazioni territoriali e conferenze stampa in cento uffici giudiziari in due giorni da fissare per l'8 e il 9 febbraio 2012, astensione dalle udienze negli stessi giorni, un'ora di incontri - tutti i giorni - con i cittadini e con le istituzioni territoriali in sedi pubbliche e private, con costituzione di task force di avvocati in ogni ufficio giudiziario per sostenere e illustrare le iniziative.


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