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Avvocati in mobilitazione con proteste e proposte
di
Giannini e Gallera
Un
Manifesto dell’Avvocatura ed una mobilitazione della categoria
sono le iniziative prese dagli avvocati il 14 gennaio nel
corso della riunione delle componenti istituzionali e asociative
tenutosi a Roma presso il Consiglio Nazionale Forense. Nell'occasione
sono state decise iniziative per le cerimonie di inaugurazione
dell'anno giudiziario "per sensibilizzare l'opinione pubblica
sugli effetti pericolosi per i diritti dei provvedimenti del
Governo". Il
giorno 15 la Giunta dell'Unione Camere Penali ha deliberato
lo stato di agitazione sul tema della riforma forense, chiedendo
alla politica che la riforma dello statuto dell'avvocatura
venga realizzata dando impulso al progetto di legge professionale
giacente in Parlamento, conseguentemente stralciando le norme
che riguardano tale tema dai provvedimenti di urgenza. Il
17 gennaio l'Organissmo Unitario dell'Avvocatura ha lanciato
alcune proposte di iniziative per attrarre l'attenzione di
opinione pubblica e governo sulle critiche e proposte degli
avvocati.
"Su temi così delicati, che riguardano i diritti dei cittadini,
la tenuta del sistema democratico, il corretto funzionamento
dell'amministrazione della giustizia, è necessario un processo
di confronto con il Governo sulle iniziative di riforma della
giustizia e di liberalizzazione delle professioni". ha detto
in apertura dei lavori il presidente del Consiglio nazionale
forense Guido Alpa, aggiungendo che L'avvocatura è disponibile
a individuare in tempi rapidi le soluzioni più efficaci per
migliorare l'efficienza della giustizia e per varare la riforma
della professione forense". A
giudizio del CNF, "Finora il Governo ha agito con un metodo
inaccettabile, introducendo in rapida successione norme che
nella loro formulazione rendono incerto un quadro che nelle
intenzioni dell'esecutivo avrebbe dovuto essere invece semplificato"
mentre "L'avvocatura ha proposte utili e efficaci da fare,
non solo per rafforzare la qualificazione della professione
ma anche per rilanciare l'efficienza del sistema giudiziario,
questa sì una questione di democrazia".
Il Manifesto approvato esprime la posizione unitaria di tutta
l'Avvocatura italiana criticando il modo d'agire del governo,
"opaco, autoritario e senza cercare il confronto con l'avvocatura",
mentre i provvedimenti della Manovra sono stati ispirati a
solo criteri economici con una "pericolosa indifferenza per
i valori giuridici", con "uso strumentale del diritto comunitario".
Il manifesto propone la convenzione partecipativa di negoziazione,
un sistema alternativo di risoluzione stragiudiziale affidato
agli avvocati garantisce tempi più rapidi e sicurezza giuridica
già in vigore in Francia: aggredire l'arretrato civile con
il coinvolgimento attivo degli avvocati con adeguata esperienza
e ragionevole affidabilità, selezionati dai Consigli dell'Ordine
di appartenenza, che sarebbero chiamati a decidere talune
specifiche controversie indicate dai Presidenti dei Tribunali.
Per fare questo è necessario effettuare una stima seria dei
processi pendenti, per utilizzare in modo razionale e efficace
le risorse, eliminando sprechi e ritardi; e rafforzare il
Programma di gestione dei tempi del processo redatto dai Presidenti
dei Tribunali attraverso una loro maggior responsabilizzazione
e il coinvolgimento dei singoli Consigli degli Ordini degli
Avvocati per avere un'agenda dei lavori certa e celere.
La
riduzione dei tempi di redazione delle sentenze potrebbe ottenersi,
secondo gli avvocati, creando uno staff di giuristi che affianca
il magistrato nella fase che precede la sentenza attraverso
la ricostruzione dell'iter processuale svoltosi fino a quel
momento (le ricerche sui precedenti, orientamenti dottrinali
ecc.). Togliere alle Corti d'Appello il contenzioso derivante
dalla c.d. Legge Pinto e snellendo la collegialità con delega
dell'istruzione della causa ad un singolo Consigliere sono
altri due strumenti con i quali gli avvocati propongono di
alleggerire il carico dei processi pendenti.
In
occasione dell'assemblea, gli avvocati hanno deciso che in
occasione delle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario
il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa intervenga
alla cerimonia in Corte di Cassazione con un discorso unitario
dell'avvocatura, con il quale denuncerà il disagio dell'avvocatura
e i rischi per la tutela dei diritti dei cittadini. Lo stesso
testo verrà letto dai presidenti degli Ordini distrettuali
in occasione delle cerimonie di inaugurazione che si svolgeranno
il 28 gennaio nei distretti, alle quali comunque l'avvocatura
non presenzierà. Il giorno precedente le cerimonie distrettuali
i presidenti degli Ordini organizzeranno conferenze stampa
sul territorio per sensibilizzare l'opinione pubblica su questi
temi.
L'Organismo
Unitario dell'Avvocatura ha ricordato oggi che nell'Assemblea
nazionale del 20 gennaio presso la Cassa Forense a Roma, saranno
deliberate incisive forme di protesta. Maurizio de Tilla,
Presidente OUA, ha così spiegato le ragioni della forte mobilitazione:
"Siamo fortemente preoccupati, è necessario contrastare il
disegno che vuole disintegrare l'Avvocatura e rottamare la
Giustizia. Un mosaico costituito da diversi tasselli: lo schema
di decreto legislativo che abolisce oggi gli uffici dei giudici
di pace e domani i Tribunali minori e le Sezioni distaccate.
Il decreto legge (in vigore) che da un lato penalizza la parte
che non ha inteso partecipare alla procedura di media-conciliazione,
con una sanzione che alla prima udienza il giudice può applicare,
dall'altro fissa limiti irrisori alla liquidazione degli onorari
a carico della parte soccombente nelle cause di valore inferiore
a mille euro e che, infine, prevede la domanda di trattazione
in appello e in cassazione sottoscritta solo dalla parte e
non dall'avvocato. Sul versante delle cosiddette liberalizzazioni:
l'abolizione dei minimi di tariffa e delle tariffe professionali
e l'introduzione dei soci di mero capitale e di non professionisti
nelle società professionali. Sul lato della formazione: la
previsione del tirocinio forense da esplicarsi all'interno
dell'università nell'ultimo periodo del corso di laurea. Infine,
la delegificazione dell'ordinamento forense che lede fortemente
la funzione costituzionale dell'avvocato".
Fra le iniziative in discussione, oltre ad una campagna sui
media, manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera dei
Deputati e Senato, occupazione "simbolica" degli uffici giudiziari
con manifestazioni territoriali e conferenze stampa in cento
uffici giudiziari in due giorni da fissare per l'8 e il 9
febbraio 2012, astensione dalle udienze negli stessi giorni,
un'ora di incontri - tutti i giorni - con i cittadini e con
le istituzioni territoriali in sedi pubbliche e private, con
costituzione di task force di avvocati in ogni ufficio giudiziario
per sostenere e illustrare le iniziative.
 
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