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Finisce il 2012 : un omaggio e un grazie
di
Rita Guma*
Con
il 2012 si chiude un anno che ha portato molte ferite al nostro
paese.
In
primo luogo per gli effetti della crisi, che hanno visto vittime
tante persone, dipendenti o proprietari che fossero. Basti
pensare ai suicidi di tanti padri di famiglia per licenziamento
o fallimento. Anche se il suicidio è una scelta, le condizioni
economiche del paese, dovute anche a politiche fiscali e disinvestimenti
pubblici nonchè dalla mancata restituzione del debito statale
nei confonti di imprese in apparente benessere e pertanto
costrette a pagare le imposte pur in assenza di liquidità,
sono talora una istigazione al suicidio.
In
secondo luogo, le oltre cento donne ammazzate in quanto donne,
ovvero perchè non sottomesse ad una concezione arcaica della
coppia, quella della sopraffazione e del possesso da parte
del compagno. Un fenomeno che alla fine è quasi riduttivo
chiamare femminicidio, perché limita il numero delle vittime
a quelle cento donne uccise senza evidenziare tutto quello
che c'è prima, la violenza domestica, lo stalking da parte
dell'ex, etc
Ci
sono poi i bambini vittime, vittime di una società che nonostante
la crisi è concentrata sui consumi e che ha sostituito
al focolare domestico la tv, vittime di quei genitori che
non sanno gestire una separazione e ne fanno arma di ricatto,
vittime di chi ne abusa, psicologicamente, fisicamente o sessualmente.
Troppo facile elencare nomi, fatti e date, facile ma anche
qui riduttivo, perché appunto limitato a singoli fatti di
cronaca apparsi sulla stampa, mentre il vero fenomeno è pervasivo.
Pensiamo anche ai bambini disabili, cui i tagli alle spese
statali hanno ridotto servizi importanti.
A tutte queste persone lese nei loro diritti e nella speranza,
va il nostro omaggio, che estendo a quei magistrati, giornalisti,
operatori delle forze dell'ordine, comuni cittadini che hanno
messo a repentaglio la propria vita e integrità fisica
o l'hanno persa per fare il loro dovere.
La
politica è oggi presa dall'individuazione dei nuovi leader
di partito, di coalizione, di governo, e nessuno fa menzione
di tutte queste vittime o pensa a loro se non in occasione
di qualche fatto eclatante, per fare audience. E che lo scopo
sia l'audience lo si capisce dal fatto che non si parla di
queste vittime nei programmi e nelle dichiarazioni di intenti.
Ed
ecco che entra in gioco il mondo del volontariato, quello
vero, quello delle associazioni che - come dovrebbe essere
- perseguono obbiettivi di solidarietà sociale e difesa dei
diritti, non fini politici o occupazionali mascherati con
dichiarazioni di intenti. Le associazioni di volontariato
si sono trovate anche quest'anno a combattere su due fronti:
quello dell'aiuto concreto ai cittadini in stato di bisogno,
e quello delle battaglie sui valori e sui principi spesso
attaccati da riforme superficiali quando non strumentali.
Ecco
perché vorrei chiudere quest'anno ed iniziare il nuovo
con un grazie a tutte le persone di buona volontà che in queste
associazioni operano. Grazie per aver pensato di farlo, per
averlo fatto e - nonostante le difficoltà crescenti dovute
anche qui alla crisi che fa crescere l'utenza mentre si riducono
i mezzi economici associativi e cresce la burocrazia - continuare
a farlo senza demordere.
Fra
queste persone di buona volontà, un grazie particolare
va a tutti i collaboratori dell'Osservatorio che, in vario
modo e a vario titolo contribuiscono a tenere viva l'associazione
ed a portarne avanti la missione. Guardando
le miserie del paese e del mondo ed il duro lavoro da fare,
per ciascuno di noi arrivano momenti di scoramento, ed è
proprio nella consapevolezza della presenza e dell'aiuto di
tutte le altre persone di buona volontà e di buone opere che
si impegnano per un fine comune, che si ritrova la forza e
la motivazione.
*
Presidente dell'Osservatorio sulla legalità e sui diritti
Onlus
 
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