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13 luglio 2012
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Russia verso penalizzazione della diffamazione : no dell'OSCE
di Joanna Juliani

Mere la Rete si mobilità a favore della libertà di espressione in Russia, il rappresentante OSCE per la Libertà dei Media, Dunja Mijatovic, ha espresso ieri la sua delusione per l'adozione in prima lettura della Duma dei progetti di legge per il ripristino delle disposizioni sulla diffamazione nel Codice Penale, e ha esortato i parlamentari a respingere il disegno di legge. "Questo passo verso la penalizzazione della diffamazione è una violazione, soprattutto perché solo sette mesi fa ho accolto favorevolmente la decisione della Russia di farla finita con la diffamazione e l’insulto per rendere liberi i giornalisti dal timore di criticare i funzionari pubblici”, ha detto Mijatovic.

Nel novembre del 2011, la Russia è diventata il quattordicesimo degli Stati parti dell'OSCE a limitare le leggi penali sulla diffamazione quando la Duma (il parlamento russo) ha accettato di depenalizzare diffamazione e insulto. Nella sua dichiarazione del 17 novembre 2011, Mijatovic aveva accolto con favore questa decisione e ieri ha invitato i membri della Duma "a respingere il disegno di legge e fermare le iniziative volte a criminalizzare il contenuto delle discussioni pubbliche" ricordando che "i codici civile e amministrativo russi sono strumenti sufficienti per proteggere la reputazione da 'attacchi' dei media".

Il disegno di legge è stato presentato soltanto lo scorso venerdì dal partito Russia Unita. Ancora due letture sono previste nella Duma entro la fine di questa settimana. La legge entrerebbe in vigore con l'approvazione da parte del Consiglio della Federazione e la promulgazione da parte del Presidente. I progetti di modifica permettono pene detentive fino a cinque anni e una multa per danni morali fino a 500.000 rubli (12.500 euro) per coloro che siano i giudicati colpevoli di diffamazione. Il progetto prevede severe sanzioni amministrative per gli insulti. Il disegno di legge, inoltre, porta la pena per violazione della privacy da sei mesi a cinque anni di reclusione, che non può non generare un effetto “doccia fredda” per i media indipendenti.

“La repenalizzazione per la diffamazione in Russia va contro la tendenza generale dell’OSCE per depenalizzare i reati di espressione. Sette paesi hanno fatto questo importante passo verso una maggiore libertà dei media dal 2009. Nelle democrazie occidentali le leggi penali sulla diffamazione esistono sulla carta, ma non vengono applicate contro i media in concreto” ha detto Mijatovic.

Infine il rappresentante OSCE si è appellato a tutti gli Stati partecipanti all'OSCE che non hanno ancora depenalizzato la diffamazione perché lo facciano il più rapidamente possibile, "affinché termini l’agghiacciante effetto che hanno sulla libertà dei media".


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