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12 luglio 2011
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Cassazione : prostituta straniera che mente giustificata da caso di necessità
di Annalisa Gasparre*

Nel contesto caratterizzato da sfruttamento della prostituzione, sussiste la scriminante dello stato di necessità della straniera che fornisce false generalità.

Cassazione penale, sez. III, sent. n. 19225 del 15 febbraio 2012 – depositata il 21 maggio 2012 Pres. Mannino – Relatore Mulliri

La Suprema Corte ha riconosciuto che è scriminata la condotta della prostituta che, fermata da autorità di polizia, in sede di identificazione fornisce false generalità.

La donna – anch’essa prostituta – era stata accusata di agevolazione e sfruttamento della prostituzione di una minore, ma da quella pesante imputazione era stata pienamente assolta. Anzi, il processo aveva consentito di fare luce sullo stato di soggezione di cui la donna stessa era vittima. Nella sentenza di merito, che la Cassazione richiama in un passaggio, si legge chiaramente che la donna “non condivideva la criminosa attività di sfruttamento della prostituzione svolta in (omissis) dal (omissis), ma che ne era una delle vittime”.

Anche la condotta di “mentire” davanti alle forze di polizia, dando false generalità, rientrava tra le modalità imposte alla donna dal suo sfruttatore. La donna aveva mentito circa la propria identità persino in vista di un intervento chirurgico. Dice la Corte che la menzogna “era una sorta di abito mentale indotto dalla complessiva condizione di subornazione” nella quale la donna viveva, coś come le altre ragazze costrette a prostituirsi, vivevano e si rapportavano, quindi non solo nei confronti delle forze dell’ordine, ma addirittura anche tra di loro.

Partendo dal contesto di grave soggezione morale e materiale, secondo la Corte il comportamento di fornire false generalità – che integrava i requisiti oggettivi del reato – era necessitato dal timore di esporre a pericolo la propria vita e quella dei familiari, dunque scriminata ai sensi dell’art. 54 c.p.

* Coordinatrice della Commissione "Cassazione penale" dell'Osservatorio


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