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02 aprile 2012
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Ramdass: la futura pericolosità
di Claudio Giusti*

La giuria non voleva farlo morire, ma il giudice rifiutò di informarli che, per via dei tre strikes, si sarebbe preso un LWOP e quelli, pensando che sarebbe uscito dopo pochi anni, lo condannarono a morte. Così Ramdass non sopravvisse al tecnicismo della giustizia americana e la Virginia lo uccise grazie all’illimitata capacità delle corti americane di dividere il capello in quattro.

Bobby Lee Ramdass fu, in rapida successione, condannato per due rapine a mano armata e poi processato per una terza rapina in cui c’era scappato il morto. Venne giudicato colpevole e, nella fase successiva del processo, quella in cui la giuria doveva decidere se condannarlo a morte o lasciarlo vivere, il Procuratore utilizzò le due precedenti condanne per affermare che Ramdass era un pericolo per la società e che questa “aveva l’assoluta necessità di eliminarlo”.

Ritiratasi per deliberare, la giuria chiese al giudice se, una volta condannato all’ergastolo, Bobby Lee avrebbe avuto la possibilità di essere rilasciato sulla parola. Il giudice rifiutò di informare i giurati che, sulla base dei tre strikes, Ramdass aveva perso la possibilità di ottenere il rilascio anticipato. Così la giuria lo condannò a morte, mentre, se fosse stata correttamente informata, lo avrebbe lasciato vivere (così hanno testimoniato tre giurati).

Tutte le Corti che si sono occupate del caso (dalla Corte Suprema della Virginia a quella Federale) hanno confermato la sentenza perché la seconda condanna non era stata ancora firmata dal giudice, e quindi, al momento della condanna per omicidio, Ramdass aveva ancora, tecnicamente, la possibilità di rilascio anticipato. Come a dire che le due condanne precedenti valevano per convincere la giuria ad ucciderlo, ma non valevano più quando potevano essere usate per salvarlo.


* componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio. Questo saggio è periodicamente aggiornato e migliorato (aggiornato 8 marzo 2012), questo saggio è dedicato "ad Alessia Bruni e alle nostre scorribande abolizioniste"


per approfondire...

Dossier Giustizia USA

Dossier pena di morte

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