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02 aprile 2012
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Il caso di Jesse DeWayne Jacobs
di Claudio Giusti*

Jesse DeWayne Jacobs era un tipaccio, con alle spalle una condanna per manslaughter, che non si fece problemi ad aiutare la sorella Bobbie a rapire Etta Urdiales. Lo scopo era quello di spaventarla in modo che si decidesse a concedere il divorzio al marito, amante di Bobbie.

Jacobs, quando le lasciò sole, non immaginava che la sorella avesse una pistola e che l’avrebbe usata. Dopo il delitto fece sparire il cadavere, ma fu arrestato, confessò e fu condannato a morte come unico autore dell’omicidio.

Un anno dopo fu la sorella ad essere processata e condannata per l’assassinio della Urdiales, con lo stesso Procuratore che convinceva la giuria a credere che solo Bobbie e solo lei aveva sparato.

Bobbie ricevette una condanna a dieci anni per omicidio preterintenzionale. In qualsiasi altro paese Jesse DeWayne Jacobs sarebbe stato riprocessato per determinare quale fosse il suo reato, ma questo non accadde e fu “giustiziato” il 5 gennaio 1995, proprio mentre si apriva il primo governatorato di Giorgino Bush.


* componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio. Questo saggio è periodicamente aggiornato e migliorato (aggiornato 8 marzo 2012), questo saggio è dedicato "ad Alessia Bruni e alle nostre scorribande abolizioniste"


per approfondire...

Dossier Giustizia USA

Dossier pena di morte

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