|
Il
caso di Jesse DeWayne Jacobs
di
Claudio Giusti*
Jesse
DeWayne Jacobs era un tipaccio, con alle spalle una condanna
per manslaughter,
che non si fece problemi ad aiutare la sorella Bobbie a rapire
Etta Urdiales. Lo scopo era quello di spaventarla in modo
che si decidesse a concedere il divorzio al marito, amante
di Bobbie.
Jacobs, quando le lasciò sole, non immaginava che la sorella
avesse una pistola e che l’avrebbe usata. Dopo il delitto
fece sparire il cadavere, ma fu arrestato, confessò e fu condannato
a morte come unico autore dell’omicidio.
Un
anno dopo fu la sorella ad essere processata e condannata
per l’assassinio della Urdiales, con lo stesso Procuratore
che convinceva la giuria a credere che solo Bobbie e solo
lei aveva sparato.
Bobbie ricevette una condanna a dieci anni per omicidio preterintenzionale.
In qualsiasi altro paese Jesse DeWayne Jacobs sarebbe stato
riprocessato per determinare quale fosse il suo reato, ma
questo non accadde e fu “giustiziato” il 5 gennaio 1995, proprio
mentre si apriva il primo governatorato di Giorgino Bush.
*
componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio.
Questo saggio è periodicamente aggiornato e migliorato (aggiornato
8 marzo 2012), questo saggio è dedicato "ad Alessia
Bruni e alle nostre scorribande abolizioniste"
 
Dossier
Giustizia USA
Dossier
pena di morte
|