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02 aprile 2012
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Money talks. Il caso Don Paradis
di Claudio Giusti*

Le ragioni per cui i neri usano il termine linciaggio legale (legal lynching) per indicare la pena capitale sono facilmente intuibili.

John Luttig e Ivan Holland avevano entrambi 63 anni quando furono assassinati, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, nella cittadina texana di Tyler. Il primo era un esponente della borghesia bianca, padre di un giudice federale, mentre il secondo era un homeless nero. Il primo fu ucciso da tre ragazzi di colore che volevano rubargli una delle sue due Mercedes, l’altro fu assassinato per divertimento da tre giovani nazisti bianchi. I tre assassini neri vennero rapidamente individuati dalla polizia e i due fratelli Coleman furono ricattati dalla Procura. Se volevano salvare la pelle dovevano testimoniare contro il diciassettenne Napoleon Beazley, quello che aveva sparato, e dovevano farlo come voleva il Procuratore. I due accettarono e fu solo dopo la loro testimonianza che patteggiarono l’ergastolo con possibilità di parola dopo 80 anni (si, avete letto bene, dopo ottant’anni di carcere).

Al processo furono fondamentali per convincere la giuria, di soli bianchi, a condannare a morte Beazley. Mentre il Procuratore lo definiva un “animale”, i due fratelli lo descrissero come uno spietato assassino, un freddo killer, una belva assetata di sangue umano, mentre Beazley era così terrorizzato dal suo delitto che, temendo si suicidasse, i fratelli gli tolsero la pistola. Il figlio del povero Luttig è un giudice federale (in odore di nomina alla Scotus). Smontò il suo ufficio in Virginia, trasferendosi armi e bagagli (impiegati compresi) in Texas per seguire il processo e, secondo alcuni, ne fu il regista occulto.

L’Accusa si procurò una giuria bianca eliminando con tutti i mezzi, legali e illegali, ogni potenziale giurato di colore. Uno di questi non fu accettato perché, 12 anni prima, era stato accusato di DUI. La condanna per DUI però non escluse un giurato bianco notoriamente razzista. Non si fece caso che uno dei giurati era stato in rapporti economici con la vittima e che una delle giurate era solita esporre la bandiera confederata, simbolo dell’organizzazione cui era iscritta. (Fu proprio Luttig Jr a scrivere in una sentenza che l’esposizione della Stars and Bars può essere intensa come segno di razzismo).

Nemmeno Perry Mason avrebbe salvato Beazley dal verdetto di colpevolezza, ma una difesa efficiente e anche un solo giurato nero avrebbero potuto salvargli la pelle. Al contrario due dei tre nazisti assassini patteggiano pene detentive di una quarantina d’anni, con la possibilità di parola dopo venti. Mentre il terzo non fu nemmeno incriminato.

Invece Napoleon Beazley fu ucciso il 22 maggio 2002, lo stesso giorno in cui la Corte Suprema del Missouri garantiva uno stay permanente al minorenne Simmons, in attesa che la Corte Suprema Federale si pronunciasse sulla legalità della pena di morte per i minorenni, cosa che avvenne con la sua abolizione il 1 marzo 2005.

It is the sincerely held view of many Americans, of all races, that the confederate flag is a symbol of racial separation and oppression. And, unfortunately, as uncomfortable as it is to admit, there are still those today who affirm allegiance to the confederate flag precisely because, for them, that flag is identified with racial separation. Because there are citizens who not only continue to hold separatist views, but who revere the confederate flag precisely for its symbolism of those views, it is not an irrational inference that one who displays the confederate flag may harbor racial bias against African-Americans.
Honorable J. Michael Luttig, United States v. Blanding, 250 F.3d 858, 861 (4th Cir. 2001). http://www.internationaljusticeproject.org/pdfs/nbeazleyclemency.pdf

* componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio. Questo saggio è periodicamente aggiornato e migliorato (aggiornato 8 marzo 2012), questo saggio è dedicato "ad Alessia Bruni e alle nostre scorribande abolizioniste"


per approfondire...

Dossier Giustizia USA

Dossier pena di morte

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