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Money
talks. Il caso Don Paradis
di
Claudio Giusti*
Ci
sono voluti vent’anni di furiose battaglie legali, dentro
e fuori lo stato americano dell’Idaho, per salvare Don Paradis
dal patibolo. Per vent’anni la giustizia americana si è ostinatamente
opposta ad ogni tentativo di revisione del processo e ha freneticamente
tentato di ucciderlo, nonostante l’accumularsi di prove e
testimonianze in suo favore.
Se
oggi Paradis è vivo e libero il merito non è certamente del
“sistema americano”, ma dello studio Coudert Brothers che
si è accollato le enormi spese legali di vent’anni di appelli
e ricorsi. Ci sono voluti due avvocati a tempo pieno e l’aiuto
di moltissimi paralegali, oltre che le inesauribili risorse
finanziarie della Coudert Brothers per salvare Paradis. Si
sono spesi ben più di 5 milioni di dollari per toglierlo dalle
grinfie di quella che molti considerano la migliore giustizia
del mondo: 1.000 dollari per ogni giorno lavorativo per vent’anni.
Da parte sua lo stato dell’Idaho, che fino all’ultimo non
ha mollato la presa, ha speso somme non note, ma certamente
non inferiori a quelle spese dalla difesa. A questo punto,
visto che secondo il reverendo James McCloskey (dei Centurion
Ministries) il 10% dei condannati americani è innocente (quindi
più di duecentocinquantamila persone), bisogna chiedersi quanti
sono gli innocenti fra i condannati a morte americani.
Quanti
sono i Don Paradis che non hanno la fortuna di avere uno studio
legale alle spalle? Ma soprattutto quanti erano i Don Paradis
fra i disgraziati che gli Stati Uniti d’America hanno legalmente
assassinato dal 17 gennaio 1977?
Quanti
erano? 10, 20, 30, 100?
*
componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio.
Questo saggio è periodicamente aggiornato e migliorato (aggiornato
8 marzo 2012), questo saggio è dedicato "ad Alessia
Bruni e alle nostre scorribande abolizioniste"
 
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