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Monti
pensiona l'autocertificazione ?
di
Pierpaolo Benni
Certamente
a nessun Italiano (e Francese) è sfuggito che, fra le tante
cose che compaiono nelle lenzuolate di decisioni governative,
c’è anche la banalissima scelta di garantire la consegna in
tempo reale dei documenti registrati presso gli Uffici Pubblici,
a partire dell’Atto di nascita per finire, forse, con quello
di morte che dovrebbe essere a disposizione anche degli Istituti
di Sicurezza Sociale.
Includo
i cugini Francesi perché io fui sorpreso, come ho scritto
più volte, quando Nicolas Sarkozy incluse nella sua “Commissione
Attali“ il famoso italico Bassanini, evidentemente ritenuto
erede di Cesare Beccaria e Carlo Cattaneo, emerso alla gloria
per la scoperta della autocertificazione, la procedura destinata,
con la giustificazione della rapidità, a pensionare
il notoriamente lentissimo computer nella sua ormai superata
funzione di memoria intelligente, per garantire a chiunque
l’accesso immediato a qualsiasi opportunità richiedesse il
possesso di precisi requisiti.
Aprendo
quindi verdi vallate di caccia agli opportunisti poco scrupolosi
che così potevano entrare dovunque in pendenza di verifica
della miracolosa autocertificazione che gli altrettanto favoriti
specialisti della manipolazione del diritto potevano dilazionare
a babbo e legalità morti. Non solo, ma dando alimento a contenziosi
fra privati più o meno onesti per temi coinvolgenti l’Amministrazione
Pubblica, notoriamente abilissima nel sopportare sistematicamente
le conseguenze più onerose delle interminabili dispute fra
testimoni smemorati e giudici rifiutati o nel frattempo casualmente
trasferiti.
 
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