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25 gennaio 2012
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Anonymous : la protesta della Rete fra libertà e diritti (d'autore)
di Michelangelo Pisano

Manifestazioni, blackout e tanto social network. Questi i mezzi che nelle ultime settimane vengono utilizzati come proteste contro i provvedimenti statunitensi SOPA, ACTA e PIPA.

Molti ormai avranno sentito parlare del gruppo di attivisti di Internet che si fregia della maschera di Guy Fawkes (dell'omonimo film "V per Vendetta" del 2005, dove si ribadisce il concetto che un'idea e la libertà non possono essere fermati dal potere politico) e del simbolo dello smoking senza testa: gli Anonymous. Questo è un gruppo di volontari che credono nella causa per cui si combatte. Si compone di un numero indefinito di utenti della rete, dai meno esperti nell'uso di un pc, ai veri e propri hacker e cracker in grado di entrare in possesso di dati che in qualche modo si cerca di difendere o proprio di oscurare.

Generalmente vengono visti come dei criminali, per il fatto che attaccare siti costringendoli alla chiusura momentanea (mediante la cancellazione del sito, lasciando magari un'immagine satirica e un messaggio, o con un attacco DoS che lo mandi offline) e lo spargere informazioni "riservate" è contro la legge. Su questo non si può dare torto. Ciò che non si vuole dire è che dietro tutto questo non vi è alcun intento criminale, nessun riutilizzo delle informazioni prelevate per un proprio tornaconto, o semplice divertimento nel danneggiare i beni altrui.

Quanto viene fatto è a scopo dimostrativo, una protesta contro chi per il proprio tornaconto commette crimini contro la libertà, non diffonde le informazioni se non manipolandole, censurandole, o direttamente non facendone menzione...

Diciamo le cose come stanno: vogliono difendere dei diritti umani, e l'informazione e la libertà di espressione ne fanno parte. Ma molti giornali e blog invece sembrerebbero non tener proprio conto dei loro nobili intenti. Tanto per cominciare Anonymous è un nome, dove ci può essere una persona come milioni. Non essendo quindi un'organizzazione vera e propria risulta un pò difficile andare a sostenere che operi come un gruppo criminale...

Il gruppo, se così si può chiamare, ha origine intorno al 2003 e via via diventa più intraprendente e famoso. La loro entrata in scena più recente e rumorosa è del 20 gennaio 2012, 24 ore dopo il passaggio della legge SOPA e della chiusura del sito di filesharing e video con dominio MEGAUPLOAD e MEGAVIDEO, sito sul quale il 4% del traffico online mondiale si concentra-va... Ospitava molti files di materiale protetto da copyright, e dava la possibilità di usufruire in streaming, ovvero sul momento e in diretta, di file video e musicali.

Ma questa è solo mezza verità: per quanto possano essere fondate le accuse legali al suddetto sito, il provvedimento è stato preso immediatamente, senza dar tempo ai gestori di conformarsi alla nuova normativa, comportando la chiusura e diniego di acceso anche ai files leciti, senza preavviso e curanza degli onesti che ne son stati danneggiati e senza risarcimenti.

Molti giornali e blog hanno accoppiato Anonymous a MEGA, dicendo che l'entrata in azione del gruppo fosse motivata dalla chiusura del sito e in difesa dei suoi detentori/trasgressori, quindi hanno dipinto gli Anons come favorevoli al crimine sul copyright, ma ciò è solo uno screditare, oltre che una analisi superficiale. La legge che ha comportato la chiusura del sito è stata invece una goccia che ha fatto traboccare il vaso, perchè presenta in tutti i suoi aspetti ciò che Anonymous combatte: il controllo e sorveglianza dell'utenza di internet, e la limitazione della libertà d'espressione.

E' giusto difendere il copyright, ma che dire del fatto che per ovviare alle violazioni si deve ricorrere alla sorveglianza in barba alla privacy?

L'accusa lanciata dal gruppo in molte occasioni è rivolta alle majors e alle lobby, gli ovvi detentori dei diritti d'autore e dei beni elettronici in parte distribuiti illecitamente e gratuitamente per il web con influenza negativa sulle loro tasche. Gli Anons condannano questo: che il potere economico ha soggiogato la politica, ha rimpiazzato l'interesse dei cittadini, e dietro le quinte dirige i politici stessi e porta a limitare le libertà per proteggere interessi economici. La peculiarità del gruppo è rendere disponibili i dati sensibili prelevati, gettando luce su quanto viene nascosto dai media. Solo allora è guerra, dove non viene riconosciuto un governo che agisce per soli interessi economici a discapito della cittadinanza.

Son state fatte più volte manifestazioni pacifiche, e ciò che è stato filmato e riportato non dà torto ad Anonymous: manifestanti picchiati, arrestati anche ingiustamente (un semplice "cameraman" che faceva una presa diretta) con poliziotti in borghese che generano violenza e qualche morto per negligenza delle forze dell'ordine.

La tipologia di "burocrazia" che vige tra questi Anons è pienamente democratica oltre che aperta:

- Dispongono di diversi canali di comunicazione, prevalentemente facebook, twitter, tumblr e Irc (internet relay chat), e sono aperti al pubblico.

- Interagiscono con l'utenza e, per attuare operazioni, si mettono d'accordo su base volontaria: chi vuole partecipare ad una "missione" lo fa, chi no no, e si vedono quindi le potenzialità sul momento.

Genera stupore, però, leggere articoli di giornali e blog dove si presume cosa faranno o diranno. Prendiamo lo spauracchio dell'attacco a Facebook per il 28 gennaio, ad esempio: i blogger e giornali ne parlano come fosse cosa certa e sempre atto criminoso per generare caos... ma non che si fossero scomodati per andare a vedere su uno di questi canali se fosse vero.

Tant'è che anonymous smentisce con: "Perchè dovremmo attaccare i sistemi di comunicazione?"
"State tranquilli che non c'è alcun interesse".

Solo dopo esser stati accusati a priori, lasciano come aggiornamento sulla loro pagina di twitter:
ATTENTION - Obviously no one can speak for everyone, but we're pretty confident that Facebook will not be taken down on 28 Jan. #Anonymous
(ATTENZIONE- ovviamente nessuno può parlare per tutti, ma siamo abbastanza certi che Facebook non verrà attaccato il 28 gennaio).

L'ipotesi dell'attacco a Facebook ha dell'ironico, in quanto oltre a difendere per principio la libertà di parola e i diritti dei cittadini, gli stessi usano i social network per comunicare. Sarebbe un pò controproducente abbatterli... Attaccare i siti governativi e delle majors come Universal, dimostra invece che, come lo stato chiude un sito, loro chiudono lo stato...

Questa la dichiarazione di "guerra" degli Anonymous:

"Questo è un urgente richiamo di all'erta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra evidente risposta è che non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo al quale affidiamo la loro stessa tutela. Questa non è una chiamata alle armi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!

Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di evitare.

Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, ovviamente, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa.

Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere, perchè gli altri la seguiranno presto. Non pensiate che perchè non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamenta, prima che diventi troppo potente.

Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere immune.

Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di portata mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere. Diffondete questo messaggio ovunque.

Non possiamo tollerare quello che sta succedendo. Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati. Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l'atrocità che sta per essere commessa.

Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.

Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi.

Questo per il governo degli Stati Uniti: Dovevate aspettarvi la nostra reazione".

Al lettore giudicare se non si tratti di nobili ideali.

per approfondire...

Internet: Corte UE vieta imposizione sistemi di filtraggio preventivo

Internet: emendamento Fava contrario a diritto italiano ed europeo

Diritto d'autore e copyright: il parere dell'Osservatorio

Internet fra libertà e diritti

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