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Giustizia : penalisti , astensione dalle udienze il 27 gennaio
di
Mauro W. Giannini
Gli avvocati penalisti hanno proclamato l’astensione dalle
udienze in concomitanza con l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario
degli Avvocati Penalisti che si terrà a Napoli il 27 gennaio.
Il
un documento, la giunta dell'Unione Camere Penali ha motivato
la scelta con la necessita' di "denunciare le reali condizioni
del sistema penale sia sotto il profilo della carenza di condizioni
strutturali sia sotto quello – non meno importante ma misconosciuto
poiché taciuto da tutti i protagonisti del dibattito sulla
giustizia – della qualità della giurisdizione e del rispetto
dei diritti fondamentali dei cittadini".
L'Unione
delle Camere Penali aveva già "denunciato il mancato avvio
di un dibattito parlamentare sulla riforma organica della
giustizia" reclamando che fosse finalmente data "priorita'
assoluta" a questa tematica ed aveva rilevato "che il
degrado del sistema giudiziario, in particolare nel settore
penale, affonda le sue ragioni proprio nella mancanza di un
approccio coerente e sistematico da parte della classe politica,
da anni incapace di liberarsi dalle contrapposizioni preconcette,
dagli slogan propagandistici e dalle reciproche strumentalizzazioni".
I
penalisti rilevano che "le intenzioni riformatrici sono
state sacrificate ad altri obiettivi salvo poi essere reiteratamente
proclamate in occasione di polemiche generate da fatti di
cronaca o da specifiche vicende giudiziarie; che in questa
situazione ha pesato anche il difficile rapporto tra la magistratura
associata e la classe politica".
L'UCPI
ricorda di aver gia' evidenziato in passato "che da anni
la produzione legislativa nel campo penale è caratterizzata
dal condizionamento del tema della sicurezza invocato in nome
di emergenze, vere o strumentalmente create, spesso contro
o a prescindere dai dati diffusi dalle istituzioni stesse;
che tale situazione ha portato alla costante introduzione
di nuove figure di reato e circostanze aggravanti, alla modifica
di istituti processuali in senso regressivo, ad interventi
inefficaci sul carcere, con il risultato di rendere il sistema
incoerente, caotico, ingiusto", mentre "le ipotesi
di interventi organici sul codice penale e su quello di procedura
penale sono state abbandonate oppure sostituite da iniziative
estemporanee quanto discutibili ma comunque destinate a durare
lo spazio di un mattino poiché volte solo a perpetuare una
politica degli annunci".
L'associazione
dei penalisti denuncia anche che "sul degrado della situazione
complessiva della giustizia incidono sia la mancanza di risorse
materiali che il loro cattivo utilizzo, frutto anche di un
approccio sovente non adeguato dal punto di vista manageriale
da parte dei capi degli uffici giudiziari; che il recente
massiccio esodo per motivi pensionistici di un folto numero
di magistrati, che si è aggiunto al costante rifiuto da parte
di quelli di maggiore anzianità di coprire sedi giudiziarie
disagiate, ha comportato una scopertura degli organici che
è stata segnalata da diverse Camere Penali locali quale fonte
di un possibile blocco dell’attività di alcuni Tribunali;
che neppure tali evenienze hanno comportato interventi risolutivi
del più volte denunciato fenomeno dei magistrati fuori ruolo".
L'associazione
presieduta dall'avv. Valerio Spigarelli denuncia pure l'incidenza
negativa sulle indagini "della così detta giustizia spettacolo",
punto su cui l'avvocatura penale registra un sensibile peggioramento
della situazione. I penalisti ricordano anche di aver "denunciato
che le condizioni di moltissimi detenuti nelle carceri italiane
sono indegne di un paese civile, come testimoniano le drammatiche
cifre di coloro che in carcere muoiono oppure sono costretti
a vivere in condizioni di sovraffollamento, di insostenibile
promiscuità, di mancanza di cure o assistenza, ciò al di là
degli sforzi di chi, all’interno dei penitenziari italiani,
opera spesso in condizioni difficilissime".
Data tale situazione, e poiche' lo stato di agitazione proclamato
fin dal 2009, gli appelli e le iniziative promosse dall’Unione
delle Camere Penali Italiane "non hanno trovato alcuna risposta",
al fine di "informare i cittadini e porre in essere iniziative
determinate affinche' la situazione si modifichi e finalmente
si inizi a percorrere con coerenza la strada delle riforme",
l'UCPI ha deliberato di indire una prima giornata di protesta
con l’astensione nazionale dalle udienze e dalle altre attività
giudiziarie, per il giorno 27 gennaio 2011 - cerimonia di
inaugurazione dell’anno
giudiziario dei penalisti italiani - cogliendo l'occasione
per una denuncia dei singoli aspetti del sistema giudiziario
italiano e per un confronto con i rappresentanti politici,
delle istituzioni, della magistratura e del mondo della informazione.
 
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